
Klopp e il 'noch' che imbarazza la Germania: polemica tv al Mondiale 2026
L'ex tecnico del Liverpool scherza su Nagelsmann, scatena le critiche delle leggende tedesche e poi si scusa, mentre la squadra travolge Curaçao 7-1.
L'esordio della Germania al Mondiale 2026 si è trasformato in un caso mediatico ancor prima del fischio d'inizio. Jürgen Klopp, ex allenatore del Liverpool e oggi capo globale del calcio per Red Bull, ha scelto la vigilia della partita contro Curaçao per lanciare una frecciata al ct Julian Nagelsmann. Commentatore d'eccezione per MagentaTV accanto a Thomas Müller, Klopp ha criticato la formazione titolare e ha aggiunto: «Per fortuna Julian Nagelsmann sceglie ancora la squadra – per il momento». Quel «noch» («ancora», in tedesco) ha immediatamente infiammato il dibattito. Secondo la stampa tedesca, l'uscita ha rievocato lo spettro del 'Bundestrainer ombra' che già nel 1994 tormentava Berti Vogts con Franz Beckenbauer nei panni di commentatore. Le reazioni non si sono fatte attendere: Lothar Matthäus, primatista di presenze in nazionale, ha difeso Nagelsmann, mentre Klopp, dopo il rotondo 7-1, si è scusato pubblicamente definendo «noch» la sua «parola dell'anno da dimenticare» e ammettendo di essersi «preso a schiaffi da solo» per la battuta infelice.
Il campo, tuttavia, ha restituito un verdetto inequivocabile. La Germania ha travolto la modesta Curaçao, numero 82 del ranking Fifa, con un punteggio che ha ricordato lo storico 7-1 inflitto al Brasile nel 2014. Jamal Musiala, uno dei giocatori che Klopp avrebbe escluso dall'undici iniziale, ha messo a tacere ogni dubbio con una prestazione brillante, mentre Florian Wirtz ha incantato senza segnare, attirando gli elogi dell'ex attaccante del Chelsea Chris Sutton. I media del sud-est asiatico hanno però acceso i riflettori sul format a 48 squadre, che moltiplica incontri sbilanciati e rischia di banalizzare la fase a gironi. Il gol del pareggio temporaneo di Livano Comenencia, primo storico centro di Curaçao in un Mondiale, è stato un attimo di poesia subito inghiottito dalla legge del più forte.
L'intera vicenda ha messo a nudo la crescente distanza tra il calcio giocato e il suo racconto televisivo. L'edizione domenicale della Frankfurter Allgemeine Zeitung ha parlato di un «mondo degli esperti che si è staccato dal torneo vero e proprio», descrivendo Klopp e Müller come due che si tuffano «con rincorsa e bomba di pancia» nel circo mediatico. Non sono mancati momenti surreali: la troupe di MagentaTV ha interrotto un'analisi per cantare un «compleanno stonato» a Klopp, che proprio il giorno della partita compiva 59 anni, mentre Müller ha cercato di sdrammatizzare invitando tutti a «prendersela con calma in Germania». I commentatori del mondo arabo hanno sottolineato l'imbarazzo di un'icona come Klopp, il cui nome continua a essere accostato alla panchina della nazionale, nel criticare chi la occupa.
La polemica, per quanto rapidamente rientrata, lascia strascichi. Klopp resta una figura ingombrante per Nagelsmann, e il suo ruolo in Red Bull lo mantiene al centro della galassia calcistica europea. L'ombra del «noch» potrebbe riaffiorare se il cammino tedesco dovesse incepparsi, mentre l'Italia, assente per la seconda volta consecutiva, osserva da lontano le tensioni di una rivale storica. In un Mondiale allargato che fatica a trovare un equilibrio tra spettacolo e competitività, la Germania ha mostrato i muscoli ma anche le sue fragilità nervose. La partita più difficile, forse, si gioca fuori dal rettangolo verde.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La vittoria schiacciante della Germania per 7-1 su Curaçao era ampiamente prevista, data la differenza di livello. Le perplessità di Klopp sulla formazione sono state messe a tacere dalla prestazione, e l'ex tecnico si è scusato prontamente con Nagelsmann.
Klopp si è trovato in una posizione imbarazzante dopo aver deriso le scelte di Nagelsmann. Ex nazionali tedeschi hanno criticato aspramente le sue osservazioni, e le scuse sono arrivate solo dopo la goleada.
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