
Il solare accelera in Africa e Asia, l’Italia discute la svolta rinnovabile
Dalla Nigeria al Bangladesh, i governi puntano sui mini-impianti fotovoltaici per colmare il deficit energetico; nel dibattito politico italiano si confrontano le ricette per superare la dipendenza dal gas.
Un programma da 750 milioni di dollari sostenuto dalla Banca Mondiale sta ridisegnando l’accesso all’elettricità in Nigeria. Il progetto Distributed Access through Renewable Energy Scale-up (DARES), approvato dal presidente Bola Tinubu, prevede l’installazione di 1.300 mini-reti solari per raggiungere circa 17,5 milioni di persone. In questo quadro, l’Agenzia per l’Elettrificazione Rurale (REA) ha annunciato un investimento di oltre 12 milioni di dollari per un impianto da 3,5 megawatt a Kebbi, capace di servire 1.500 nuclei familiari, e ha avviato la costruzione di una centrale solare da 1,6 megawatt presso l’Università Federale di Tecnologia di Ilaro. Parallelamente, il Programma Africa Mini-grids, lanciato ad Abuja con il sostegno dell’UNDP, attiverà 23 mini-reti per alimentare 50.000 abitazioni. Secondo il ministro dell’Energia nigeriano, il solare non è una soluzione di emergenza ma «parte integrante dell’architettura energetica nazionale».
Anche Dacca ha annunciato un piano quinquennale per installare 10.000 megawatt di capacità solare entro il 2030, con l’obiettivo di ridurre la bolletta delle importazioni di combustibili fossili e risanare i conti del settore elettrico. Il ministro dell’Energia del Bangladesh ha attribuito i recenti blackout nelle aree rurali a «problemi tecnici» legati a reti costruite senza pianificazione, non a una carenza di offerta, mentre il viceministro ha riconosciuto che l’aumento delle bollette di giugno è dovuto in gran parte a un’impennata dei consumi domestici, aggravata dalle ondate di calore e dagli eventi sportivi. Il governo di transizione, guidato dal BNP, ha dichiarato di voler rinegoziare i contratti di acquisto di energia stipulati dalla precedente amministrazione, giudicati onerosi per le finanze pubbliche.
In Italia, il forum promosso dalla Cassa dei ragionieri ha messo a confronto le posizioni della maggioranza e dell’opposizione. Angelo Bonelli (AVS) ha chiesto un cambiamento profondo della politica energetica, sostenendo che 150 gigawatt di rinnovabili potrebbero sostituire 35 miliardi di metri cubi di gas, quasi la metà del fabbisogno nazionale, e ha insistito sulla necessità di potenziare reti e sistemi di accumulo. Il deputato della Lega Andrea Barabotti ha rivendicato le norme approvate dal governo per snellire le procedure autorizzative e ha annunciato la richiesta a Bruxelles di escludere la quota ETS dal calcolo del prezzo marginale dell’energia. Emma Pavanelli (M5S) ha invece puntato sull’eliminazione degli ostacoli normativi e sulla definizione di aree idonee da parte di Regioni e Comuni, con attenzione alla tutela del paesaggio.
Anche il Kenya sta integrando il solare in settori specifici: la messa in servizio di un sistema ibrido presso il carcere di Nairobi, finanziato dall’Unione Europea e dall’UNODC, risponde a esigenze di affidabilità e contenimento dei costi, con ricadute sull’efficienza amministrativa e sulle condizioni dei detenuti. Il prossimo passaggio concreto sarà la verifica dell’attuazione del piano nigeriano DARES, il cui dispiegamento su larga scala è atteso nei prossimi mesi, mentre in Italia il governo ha avviato la revisione dei contratti di fornitura elettrica e il confronto con le istituzioni europee sul meccanismo di formazione del prezzo.
| Stampa africana subsahariana | +0.90 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.70 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
Il governo nigeriano annuncia con orgoglio nuovi progetti solari come soluzione alla crisi energetica, sottolineando il ruolo delle partnership internazionali.
Presenta i progetti come fatti compiuti e inevitabili, usando cifre e partner per legittimare l'azione governativa.
L'Italia deve abbandonare la dipendenza dal gas e puntare sulle rinnovabili, denuncia il forum, chiedendo una politica energetica radicalmente diversa.
Utilizza il caldo record come prova dell'urgenza e contrappone la dipendenza dal gas a una soluzione rinnovabile ideale.
Non menziona i progetti solari in Africa e Bangladesh che sono il titolo, concentrandosi esclusivamente sulla politica energetica italiana.
Il ministro dell'energia bengalese rassicura che i blackout sono tecnici e non da carenza, e difende la strategia nazionale per le rinnovabili.
Ridefinisce il problema come tecnico anziché strutturale, spostando la colpa su fraintendimenti.
Tralascia il contesto internazionale del solare come risposta alle crisi, riducendo il dibattito a questioni tecniche locali.
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