
Il Nikkei sfonda per la prima volta i 70.000 punti, ma la BoJ frena sui bond
Lo storico sorpasso arriva dopo il rialzo dei tassi all’1%, il più alto in 31 anni, mentre la pausa nel tapering e le incertezze sull’Iran raffreddano gli animi.
Per la prima volta nella sua storia, l’indice Nikkei 225 della Borsa di Tokyo ha superato in seduta la soglia dei 70.000 punti, toccando un massimo intraday di 70.020,68 prima di ripiegare e chiudere a 69.404,50, comunque un nuovo record. La spinta è arrivata dalla decisione della Banca del Giappone di alzare il tasso di riferimento di un quarto di punto, portandolo all’1%, il livello più alto degli ultimi trentun anni. Una mossa ampiamente attesa dai mercati, che tuttavia hanno reagito in modo contrastante: il più ampio indice Topix ha infatti ceduto lo 0,2% a 3.991,14 punti, mentre lo yen è rimasto sostanzialmente stabile attorno a 160 sul dollaro, una soglia che in passato aveva innescato interventi ufficiali a sostegno della valuta nipponica.
La seduta asiatica si è aperta all’insegna della prudenza, con i listini che hanno ridimensionato l’ottimismo iniziale legato all’accordo preliminare tra Washington e Teheran. Il petrolio Brent, dopo aver toccato minimi da tre mesi, si è stabilizzato poco sopra gli 83 dollari al barile, mentre gli armatori asiatici ed europei segnalavano che il pieno ripristino della fiducia per il transito nello Stretto di Hormuz richiederà ancora settimane. In questo clima, l’indice MSCI dell’Asia-Pacifico al di fuori del Giappone ha annullato i guadagni iniziali chiudendo piatto, con Hong Kong in calo. La Corea del Sud ha invece brillato: il Kospi ha guadagnato oltre il 2%, spingendosi a nuovi massimi storici, mentre Shanghai ha registrato un progresso frazionale.
A Tokyo, l’attenzione si è concentrata sulla riunione della BoJ. L’aumento del costo del denaro, che porta il tasso di riferimento dallo 0,75% all’1%, segna un ulteriore passo verso la normalizzazione dopo decenni di politica ultra-accomodante. Ma la vera sorpresa è arrivata dalla decisione di rinviare ad aprile 2027 l’avvio della riduzione degli acquisti di titoli di Stato, un segnale che la banca centrale intende procedere con estrema gradualità per non destabilizzare il mercato obbligazionario. Secondo gli analisti di Tokyo, questa combinazione – rialzo dei tassi e tapering rinviato – ha alimentato un senso di sollievo tra gli investitori, che temevano un percorso più aggressivo. Il Nikkei ha così ritrovato slancio dopo una mattinata incerta, ma la cautela è rimasta palpabile, come dimostra il calo del Topix e la debolezza dello yen.
Dall’Europa, e in particolare dall’Italia, la dinamica giapponese viene osservata con un duplice interesse. Da un lato, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato del Vecchio Continente e quelli nipponici resta molto ampio, con il tasso BoJ fermo all’1% contro un tasso BCE ancora ben superiore al 2%. Questo mantiene lo yen sotto pressione e favorisce la competitività delle esportazioni giapponesi, in concorrenza con settori chiave del made in Italy come l’automotive e la meccanica di precisione. Dall’altro, la persistente liquidità globale generata dal rinvio del tapering giapponese potrebbe continuare a sostenere i flussi di capitale verso asset rischiosi, inclusi i mercati europei, in un contesto di ricerca di rendimento.
Lo sguardo è ora rivolto alla conferenza stampa del governatore della BoJ, dalla quale gli operatori si attendono indicazioni sulla traiettoria futura. Se il tono resterà accomodante, il Nikkei potrebbe consolidare i nuovi livelli, ma un accenno a ulteriori strette rischierebbe di innescare prese di beneficio. Sul fronte geopolitico, l’evaporare dell’entusiasmo per l’intesa con l’Iran ricorda quanto i mercati restino vulnerabili a shock improvvisi negli approvvigionamenti energetici. Per l’Europa, abituata a convivere con tassi più alti, la lezione giapponese è chiara: la normalizzazione monetaria, quando arriva dopo decenni di stimoli, va maneggiata con estrema delicatezza.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'indice Nikkei 225 ha superato brevemente quota 70.000 per la prima volta, spinto dal rialzo dei tassi atteso della Banca del Giappone. Ha chiuso a un nuovo record, mentre il più ampio TOPIX ha ceduto leggermente. La reazione del mercato è stata calma e in linea con le previsioni.
Il Nikkei ha superato i 70.000 punti dopo che la BoJ ha deciso di sospendere la riduzione degli acquisti di titoli fino al 2027 e ha alzato i tassi all'1%, il livello più alto in 31 anni. Lo yen si è indebolito e le mosse erano ampiamente attese. La decisione riflette un approccio prudente della banca centrale.
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