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Societàdomenica 14 giugno 2026

Il Capodanno islamico 1448: avvistamenti lunari, festività e riflessioni dalla Nigeria all'Indonesia

Dalla Nigeria all'Algeria, fino all'Indonesia, l'inizio dell'anno dell'Egira unisce annunci di giorni festivi ufficiali a profonde meditazioni sul significato del viaggio del Profeta Maometto.

L’inizio del nuovo anno islamico 1448 dell’Egira si annuncia quest'anno con una serie di proclami ufficiali e mobilitazioni spirituali che attraversano il mondo musulmano, dall'Africa subsahariana al Maghreb, fino al Sud-est asiatico. In Nigeria, il Sultano di Sokoto, massima autorità religiosa del Paese, ha invitato la comunità a scrutare la luna nuova di Muharram nella serata di lunedì 15 giugno 2026. Parallelamente, lo Stato di Borno ha già dichiarato il martedì successivo giorno festivo per celebrare il primo giorno del calendario islamico. In Algeria, un comunicato congiunto dei ministeri del Lavoro e della Funzione Pubblica ha ribadito che il primo giorno di Muharram sarà una giornata di ferie retribuite per tutti i lavoratori, sia pubblici che privati, in base a una legge del 1963.

Queste disposizioni rivelano come, in diversi contesti, la relazione tra religione e Stato si traduca in atti simbolici e amministrativi. In Africa occidentale, l'accento è posto sull'autorità religiosa e sulla tradizione millenaria dell'osservazione lunare a occhio nudo; in Nordafrica, lo Stato si fa garante di un diritto codificato che riconosce la festività a tutti i lavoratori, senza distinzioni. Dall'Indonesia, invece, giunge un contributo di natura più riflessiva: un intellettuale di un pesantren giavanese interpreta il passaggio al 1448 come un'occasione per rinnovare l'impegno a costruire una civiltà fondata sui valori dell'Hijrah, l'esilio del Profeta da Mecca a Medina, inteso come allenamento alla responsabilità e alla leadership.

Per un lettore italiano, l'avvio dell'anno dell'Egira può apparire un evento lontano, ma tocca da vicino le comunità musulmane presenti in Europa e nel nostro Paese. Sebbene in Italia e nella maggior parte degli Stati europei il Capodanno islamico non sia riconosciuto come festività civile, esso viene vissuto privatamente come momento di preghiera e raccoglimento. Il calendario islamico, puramente lunare, sfugge alla rigida scansione gregoriana e ricorda — con il suo scorrere più breve di undici giorni — l'esistenza di una temporalità altra, che incrocia il nostro quotidiano globale senza sovrapporsi del tutto.

Nel 2026, in un mondo segnato da migrazioni e ricerca di nuove radici, il concetto stesso di hijrah assume una risonanza amplificata. Il governatore del Borno ha colto questa eco esortando i cittadini alla coesistenza pacifica e al servizio verso l'umanità. Che sia festeggiato con un giorno di riposo pagato, con l'avvistamento di una falce lunare o con la riflessione interiore, il nuovo anno islamico si propone come un'occasione di rinnovamento individuale e collettivo, capace di parlare a credenti e non, in Nigeria come nel Mediterraneo.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Le comunità musulmane del Sud-est asiatico accolgono il nuovo anno islamico 1448 con riflessioni personali, messaggi sui social e appelli a una trasformazione profonda della civiltà, non solo a cambiamenti simbolici. Le autorità indonesiane annunciano un giorno festivo nazionale, mentre leader religiosi esortano a passare dalla mera celebrazione alla costruzione di forza e unità. Il momento è scandito da preghiere, atti di devozione raccomandati e tradizioni locali come la mistica notte di Suro a Giava.

Stampa del Golfo arabo/ saudita
trionfopragmatismopaternalismo

Alla Mecca il rinnovo annuale della Kiswa della Kaaba segna l'inizio del nuovo anno islamico, a riprova della custodia saudita sui Luoghi Santi. L'operazione combina tecniche tradizionali secolari con tecnologia laser all'avanguardia, eseguita da artigiani specializzati nel Complesso Re Abdulaziz. Il rituale, completato il primo giorno di Muharram, simboleggia il rinnovamento e l'impegno del regno nel servire le Due Moschee Sante, offrendo al contempo uno spettacolo culturale per pellegrini e visitatori virtuali.

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