
Merz rimescola il governo: Warken prima donna alla Cancelleria, nodo trasporti irrisolto
Dopo le dimissioni di Spahn per maternità surrogata, il cancelliere tedesco annuncia un rimpasto che punta a ridefinire equilibri di potere e priorità politiche.
Il 24 luglio 2026 il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato il rimpasto più ampio dall’inizio della legislatura, nominando Nina Warken nuova capo della Cancelleria – prima donna a ricoprire l’incarico –, l’ex segretario generale della CDU Carsten Linnemann ministro della Salute e Philipp Amthor ministro di Stato per i rapporti federali. La riorganizzazione, innescata dalle dimissioni di Jens Spahn da capogruppo parlamentare CDU/CSU dopo lo scandalo per il ricorso alla maternità surrogata negli Stati Uniti, segna un tentativo di rilanciare un esecutivo logorato da sondaggi negativi e da una crescita economica anemica.
Secondo ambienti della CDU, la scelta di portare Linnemann al governo – dopo la rinuncia a un dicastero economico nel 2025 – e di promuovere Warken, già artefice della contestata riforma delle casse malattia, risponde all’esigenza di serrare i ranghi e imprimere un’accelerazione alle riforme in vista delle elezioni regionali autunnali in Sassonia-Anhalt e Meclemburgo-Pomerania, dove l’AfD potrebbe per la prima volta conquistare la guida di un Land. Analisti di Berlino osservano che Merz mira a irrobustire la squadra di fedelissimi, dopo un anno di governo in cui la sua coalizione con la SPD ha faticato a tradursi in risultati tangibili, mentre l’opposizione dei Verdi ha bollato il processo come «caotico e non professionale» e la SPD, per bocca del segretario generale Tim Klüssendorf, ha assicurato una collaborazione leale.
Le nomine configurano un riposizionamento strategico: Warken, giurista pragmatica, dovrà fungere da cerniera tra Cancelleria, ministeri e Länder, in un momento in cui l’insoddisfazione dei governi regionali per la scarsa cooperazione federale ha indotto Merz a sostituire anche il ministro di Stato Michael Meister con il giovane Amthor. Linnemann, economista di orientamento liberale, riceve il non facile compito di proseguire la riforma sanitaria e di affrontare quella della previdenza, con l’obiettivo di contenere i costi senza alienarsi il partner di coalizione. Il rimpasto si colloca in un quadro di forte impopolarità: i sondaggi attribuiscono a Merz un gradimento del 14%, mentre l’economia tedesca, esposta a turbolenze tariffarie globali e allo shock energetico del conflitto iraniano, stenta a riprendere slancio.
La mancata sostituzione del ministro dei Trasporti Patrick Schnieder – il candidato designato Fritz Güntzler ha ritirato la propria disponibilità poche ore prima dell’annuncio – lascia aperto un dossier delicato in un paese esasperato dai ritardi ferroviari e dal degrado infrastrutturale. Merz ha dichiarato che «ulteriori cambiamenti» richiederanno tempo, alimentando speculazioni su un possibile avvicendamento anche al Ministero dell’Economia, dove la permanenza di Katherina Reiche è in bilico. La votazione per l’insediamento di Thorsten Frei – fedelissimo del cancelliere – a capogruppo dell’Unione è prevista per il 29 luglio, primo tassello di un’operazione che, nelle intenzioni della CDU, dovrebbe restituire autorità all’esecutivo prima della pausa estiva.
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