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Giustizia e Dirittolunedì 13 luglio 2026

Eutanasia e pena capitale: il Canada frena, la Florida accelera

A dieci anni dall’aiuto medico a morire e a cinquanta dall’abolizione della forca, Ottawa blocca l’estensione ai disturbi mentali mentre lo Stato di DeSantis punta al record di esecuzioni.

A dieci anni dall’introduzione dell’eutanasia e a cinquanta dall’abolizione della pena di morte, il Canada si trova a un crocevia: un sondaggio del giugno 2026 indica che il 60% dei cittadini è favorevole al ripristino delle esecuzioni, mentre una commissione parlamentare ha chiesto di cancellare l’estensione dell’aiuto medico a morire alle malattie mentali, prevista per il marzo 2027. Negli Stati Uniti, la Florida del governatore repubblicano Ron DeSantis ha eseguito 19 condanne a morte nel 2025 – il 40% del totale nazionale – e si appresta a giustiziare due detenuti di 74 e 80 anni, portando a compimento una politica di tolleranza zero che ha già infranto il record storico dello Stato.

Secondo il comitato parlamentare di Ottawa, l’eutanasia per disturbi psichici rischia di colpire in modo sproporzionato le persone con disabilità e quelle in condizioni di vulnerabilità sociale. La vicenda di Kathrin Mentler, una trentenne di Vancouver a cui in ospedale fu suggerita la morte assistita come alternativa alla lunga attesa per uno psichiatra, ha scosso l’opinione pubblica e rilanciato l’allarme di chi, come l’arcivescovo Richard W. Smith, denuncia l’illusione dell’autonomia individuale: quasi la metà di chi richiede l’eutanasia si percepisce come un peso per i familiari. La Chiesa cattolica canadese insiste sul valore inalienabile di ogni vita e chiede un messaggio di speranza che restituisca dignità alla sofferenza, mentre il governo federale è chiamato a decidere se confermare o meno l’estensione del 2027.

In Florida, il governatore DeSantis rivendica la rapidità delle esecuzioni come atto di giustizia per le famiglie delle vittime, sostenendo che «giustizia ritardata è giustizia negata». I vescovi cattolici locali e attivisti come il sacerdote Dustin Feddon denunciano invece la crudeltà di uccidere detenuti anziani e malati, alcuni affetti da patologie che renderebbero l’iniezione letale particolarmente dolorosa. L’amministrazione Trump ha rimosso la moratoria federale e ordinato ai procuratori di chiedere la pena di morte per un numero maggiore di reati, in un clima politico in cui, secondo il Centro per l’informazione sulla pena di morte, l’età media dei giustiziati è salita dagli anni Trenta ai Cinquanta a causa dei lunghi processi d’appello, sollevando interrogativi sulla proporzionalità della sanzione.

Secondo il rapporto 2025 di Amnesty International, le esecuzioni nel mondo sono aumentate del 78% in un anno, toccando il massimo dal 1981, nonostante il numero crescente di Paesi abolizionisti. Al IX Congresso mondiale contro la pena di morte di Parigi, esperti e governi hanno rilanciato la campagna abolizionista, mentre in Canada viene riscoperta la figura di Joseph-Guillaume Barthe, che già nel 1849 smontava gli argomenti deterrenziali e di autorità. Per l’Europa, che ha bandito la pena capitale e regolamentato con cautela il fine vita, l’evoluzione nordamericana rappresenta un banco di prova: la tentazione di rispondere alla sofferenza con la morte medicalizzata o punitiva interroga le fondamenta dello Stato di diritto. Il Parlamento canadese dovrà pronunciarsi entro il 2027; in Florida sono già fissate le prossime esecuzioni, tra cui quella di un ottantenne a fine luglio.

Divergenza — chi la racconta come
5%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.80 a −0.70
CriticoFavorevole
ATLEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.70critical
Stampa europea continentale−0.80critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.70
Voce

Condanniamo sia l'esecuzione degli anziani in Florida sia la spinta all'eutanasia in Canada come fallimenti della compassione e della giustizia.

Meccanismocondanna simmetrica

Accostando due questioni apparentemente diverse sotto una comune cornice morale, il blocco crea un senso di crisi etica universale che richiede un ritorno ai valori umani fondamentali.

IndignazioneAllarme
Stampa europea continentale−0.80
Voce

La corsa della Florida a eseguire più prigionieri sotto DeSantis è una pericolosa escalation che deve essere fermata.

Meccanismoallarme escalation

Concentrandosi sui numeri record di esecuzioni e sulla pressione politica di Trump, il blocco inquadra le azioni della Florida come un allarmante caso anomalo nel mondo occidentale, implicando una perdita di statura morale.

Omissione

Il blocco omette il dibattito canadese sull'eutanasia, concentrandosi solo sulla pena di morte in Florida, ignorando così la dimensione comparativa del titolo.

AllarmeIndignazione

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lunedì 13 luglio 2026

Eutanasia e pena capitale: il Canada frena, la Florida accelera

A dieci anni dall’aiuto medico a morire e a cinquanta dall’abolizione della forca, Ottawa blocca l’estensione ai disturbi mentali mentre lo Stato di DeSantis punta al record di esecuzioni.

A dieci anni dall’introduzione dell’eutanasia e a cinquanta dall’abolizione della pena di morte, il Canada si trova a un crocevia: un sondaggio del giugno 2026 indica che il 60% dei cittadini è favorevole al ripristino delle esecuzioni, mentre una commissione parlamentare ha chiesto di cancellare l’estensione dell’aiuto medico a morire alle malattie mentali, prevista per il marzo 2027. Negli Stati Uniti, la Florida del governatore repubblicano Ron DeSantis ha eseguito 19 condanne a morte nel 2025 – il 40% del totale nazionale – e si appresta a giustiziare due detenuti di 74 e 80 anni, portando a compimento una politica di tolleranza zero che ha già infranto il record storico dello Stato.

Secondo il comitato parlamentare di Ottawa, l’eutanasia per disturbi psichici rischia di colpire in modo sproporzionato le persone con disabilità e quelle in condizioni di vulnerabilità sociale. La vicenda di Kathrin Mentler, una trentenne di Vancouver a cui in ospedale fu suggerita la morte assistita come alternativa alla lunga attesa per uno psichiatra, ha scosso l’opinione pubblica e rilanciato l’allarme di chi, come l’arcivescovo Richard W. Smith, denuncia l’illusione dell’autonomia individuale: quasi la metà di chi richiede l’eutanasia si percepisce come un peso per i familiari. La Chiesa cattolica canadese insiste sul valore inalienabile di ogni vita e chiede un messaggio di speranza che restituisca dignità alla sofferenza, mentre il governo federale è chiamato a decidere se confermare o meno l’estensione del 2027.

In Florida, il governatore DeSantis rivendica la rapidità delle esecuzioni come atto di giustizia per le famiglie delle vittime, sostenendo che «giustizia ritardata è giustizia negata». I vescovi cattolici locali e attivisti come il sacerdote Dustin Feddon denunciano invece la crudeltà di uccidere detenuti anziani e malati, alcuni affetti da patologie che renderebbero l’iniezione letale particolarmente dolorosa. L’amministrazione Trump ha rimosso la moratoria federale e ordinato ai procuratori di chiedere la pena di morte per un numero maggiore di reati, in un clima politico in cui, secondo il Centro per l’informazione sulla pena di morte, l’età media dei giustiziati è salita dagli anni Trenta ai Cinquanta a causa dei lunghi processi d’appello, sollevando interrogativi sulla proporzionalità della sanzione.

Secondo il rapporto 2025 di Amnesty International, le esecuzioni nel mondo sono aumentate del 78% in un anno, toccando il massimo dal 1981, nonostante il numero crescente di Paesi abolizionisti. Al IX Congresso mondiale contro la pena di morte di Parigi, esperti e governi hanno rilanciato la campagna abolizionista, mentre in Canada viene riscoperta la figura di Joseph-Guillaume Barthe, che già nel 1849 smontava gli argomenti deterrenziali e di autorità. Per l’Europa, che ha bandito la pena capitale e regolamentato con cautela il fine vita, l’evoluzione nordamericana rappresenta un banco di prova: la tentazione di rispondere alla sofferenza con la morte medicalizzata o punitiva interroga le fondamenta dello Stato di diritto. Il Parlamento canadese dovrà pronunciarsi entro il 2027; in Florida sono già fissate le prossime esecuzioni, tra cui quella di un ottantenne a fine luglio.

Divergenza — chi la racconta come
5%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.80 a −0.70
CriticoFavorevole
ATLEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.70critical
Stampa europea continentale−0.80critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.70
Voce

Condanniamo sia l'esecuzione degli anziani in Florida sia la spinta all'eutanasia in Canada come fallimenti della compassione e della giustizia.

Meccanismocondanna simmetrica

Accostando due questioni apparentemente diverse sotto una comune cornice morale, il blocco crea un senso di crisi etica universale che richiede un ritorno ai valori umani fondamentali.

IndignazioneAllarme
Stampa europea continentale−0.80
Voce

La corsa della Florida a eseguire più prigionieri sotto DeSantis è una pericolosa escalation che deve essere fermata.

Meccanismoallarme escalation

Concentrandosi sui numeri record di esecuzioni e sulla pressione politica di Trump, il blocco inquadra le azioni della Florida come un allarmante caso anomalo nel mondo occidentale, implicando una perdita di statura morale.

Omissione

Il blocco omette il dibattito canadese sull'eutanasia, concentrandosi solo sulla pena di morte in Florida, ignorando così la dimensione comparativa del titolo.

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