
Emiliano Martinez tra dolore e rassicurazioni: il rebus del portiere dell’Argentina alla vigilia del Mondiale
A quattro giorni dal debutto contro l’Algeria, il ‘Dibu’ alterna segnali di recupero a momenti di sofferenza al dito fratturato, mettendo in allarme la Albiceleste e gli equilibri del torneo.
L’immagine è diventata subito virale: Emiliano Martínez che si sfila i guantoni durante l’allenamento a Kansas City, il volto contratto in una smorfia di dolore, per poi unirsi ai compagni in un’innocua partita di foot tennis a mani nude. Il tutto a pochi giorni dall’esordio dell’Argentina campione in carica contro l’Algeria, in un Mondiale 2026 già entrato nel vivo. Il ‘Dibu’, uscendo dal campo, ha alzato il pollice verso le telecamere di TYC Sports e ha sussurrato «estamos bien», ma il gesto non è bastato a spegnere le sirene d’allarme che sono immediatamente risuonate da Buenos Aires ad Algeri.
Dietro quella sequenza c’è un infortunio che si trascina da maggio: la microfrattura a un dito della mano destra rimediata durante il riscaldamento della finale di Europa League a Istanbul, gara comunque giocata e vinta dall’Aston Villa. Dopo un primo via libera medico, Martínez aveva iniziato a lavorare coi guanti, ma alla seconda seduta ha avvertito dolori così acuti da dover abbandonare la preparazione specifica. I media algerini, che seguono con comprensibile apprensione la vigilia dei ‘Verdi’, hanno rilanciato un tweet in cui si parlava di «dolore forte» quattro giorni prima della sfida, alimentando l’ipotesi di un forfait. Dallo stesso Sudamerica, Ámbito Financiero ha confermato che il portiere resta sotto osservazione, pur riportando il clima di fiducia che il giocatore ha cercato di infondere.
Non tutte le letture sono, però, ugualmente pessimistiche. Analisi diffuse nel Sud‑est asiatico, riprese dai media indonesiani, sostengono che Martínez sarebbe ormai ristabilito e pronto a scendere in campo, citando fonti inglesi che avevano dato per superato l’infortunio. È un mosaico di indiscrezioni che riflette la centralità del numero uno argentino nell’economia tattica ed emotiva della Scaloni‑era: senza la sua presenza scenica, la sua capacità di dominare l’area e i rigori, la tenuta difensiva della Selección cambierebbe volto.
Scaloni, che già deve rinunciare allo squalificato Tagliafico, si trova così a gestire un rebus risolvibile solo nelle ultime ore. Se Martínez non dovesse farcela, toccherebbe a Gerónimo Rulli o al veterano Armani, interpreti solidi ma privi dell’aura che ha reso il ‘Dibu’ decisivo nei trionfi in Copa América e in Qatar. Per gli osservatori europei, un’Argentina meno blindata alle spalle non farebbe che rimescolare le gerarchie del torneo, aprendo spiragli per le contendenti del Vecchio Continente e, nel lungo periodo, anche per un eventuale incrocio con l’Italia in chiave Finalissima. L’ultimo verdetto arriverà dal campo, dove il dolore di un dito può riscrivere i destini di una Coppa del Mondo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Appena un giorno dopo l'ok medico, Emiliano Martínez si è contorto dal dolore durante l'allenamento con i guanti, riaccendendo le ansie argentine. Il portiere ha dovuto togliersi i guanti e unirsi a una partita di foot-tennis, gettando ombre sulla sua disponibilità. Quella che sembrava una buona notizia si è trasformata in una nuova preoccupazione.
Nonostante il via libera medico, ci si aspetta ora che Emiliano Martínez salti l'esordio contro l'Algeria. Il portiere non è riuscito a completare l'allenamento e le immagini del suo disagio sono rimbalzate come allerta urgente. Il tono lascia intendere che la squadra argentina subisca un duro colpo ancor prima del fischio d'inizio.
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