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Economiasabato 13 giugno 2026

La mappa globale dei carburanti: dallo Stretto di Hormuz alle pompe argentine, l’ombra lunga del greggio

L’impennata del 30% del petrolio dopo l’attacco all’Iran spinge i governi a scelte divergenti: prezzi bloccati a Taiwan, rincari continui in India e forti divari regionali in America Latina.

L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran del 28 febbraio scorso ha impresso una scossa duratura al mercato globale del greggio, con quotazioni internazionali che restano di circa il 30 per cento superiori ai livelli pre-conflitto. Questa tensione, aggravata dal ruolo cruciale dello Stretto di Hormuz – attraverso cui transita quasi un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas – ha innescato reazioni disomogenee sui listini alla pompa, dalle economie avanzate ai mercati emergenti, disegnando una geografia del prezzo dei carburanti sempre più frammentata.

A est, le strategie si polarizzano. L’azienda statale CPC di Taiwan ha annunciato che, per l’undicesima settimana consecutiva, i prezzi interni di benzina e diesel rimarranno invariati: 32,4 dollari taiwanesi al litro per la 92 ottani, fino a 35,9 per la 98, con il diesel premium a 31,0. Una scelta esplicitamente antinflazionistica, che sterilizza i rincari internazionali per tutelare il potere d’acquisto. All’opposto, Nuova Delhi ha lasciato che i listini si adeguassero con quasi 7,5 rupie al litro di aumenti cumulativi da metà maggio, portando i carburanti indiani ai massimi dal maggio 2022. Le compagnie petrolifere pubbliche hanno invocato il recupero dei costi e la pressione della guerra in Asia occidentale, mentre il prezzo del paniere indiano di greggio importato si mantiene elevato.

L’America Latina offre un mosaico di estremi. In Argentina, i dati della Secretaría de Energía per sabato 13 giugno mostrano divari abissali tra le province e le marche. A Río Negro la nafta comune YPF sfiora i 1.108 pesos al litro, mentre in provincia di Corrientes la stessa pompa arriva a 1.419 pesos e la premium supera i 1.650. Le compagnie private come Puma e Axion praticano tariffe fino al doppio rispetto alla controllata statale: a Formosa la nafta comune Axion è quotata 2.149 pesos, a Misiones arriva a 2.216. In Messico, la magnanese della capitale si attesta in media a 23,814 pesos al litro e il diesel a 26,993, ma a Puebla la premium può raggiungere 28,077 pesos, in un sistema ormai liberalizzato che vede i prezzi aggiornati quotidianamente dalla Comisión Nacional de Energía.

Sull’altra sponda dell’Atlantico, il mercato iberico restituisce una fotografia più contenuta. Secondo i rilevamenti diffusi in Spagna sabato 13 giugno, la benzina 95 viaggia in media a 1,51 euro al litro, la 98 allo stesso valore e il gasolio a 1,59 euro. La variazione settimanale, negativa per la benzina e leggermente positiva per il diesel, suggerisce una fase di assestamento che tuttavia non cancella l’incertezza sottostante. Per l’Italia, che importa oltre il 90 per cento del proprio fabbisogno energetico, questi segnali rappresentano un termometro sensibile: ogni fiammata nel Golfo Persico si traduce in pressioni immediate sui costi di raffinazione e distribuzione, con ripercussioni che Bruxelles monitora attentamente nel quadro della sicurezza energetica europea.

Guardando avanti, l’equilibrio resta fragile. Le tensioni in Medio Oriente non accennano a distendersi e la domanda globale di greggio rimane sostenuta, alimentando un contesto di volatilità che le misure tampone, come il congelamento taiwanese, possono solo attutire temporaneamente. Gli analisti temono che una nuova escalation possa innescare una rincorsa speculativa, con effetti a cascata sui listini alla pompa in tutti i continenti e un impatto particolarmente severo per i consumatori europei, già provati da un’inflazione di fondo persistente.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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In Argentina, i prezzi dei carburanti variano notevolmente da provincia a provincia a causa dei costi internazionali del greggio, delle fluttuazioni del dollaro e delle tasse interne, creando instabilità. Il governo pubblica quotidianamente i prezzi di riferimento per benzina e gasolio. In altri paesi come Messico e Spagna, i prezzi cambiano ogni giorno e si consiglia ai consumatori di controllare prima di fare rifornimento.

Stampa indiana e sudasiatica
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In India, i prezzi di benzina e diesel sono rimasti stabili sabato dopo una serie di rialzi da metà maggio, che hanno aumentato i costi di quasi 7,5 rupie al litro. I prezzi sono ora ai massimi da maggio 2022, dopo essere rimasti congelati per oltre due anni, riflettendo un allineamento cauto alle tendenze globali del petrolio con un impatto sui bilanci familiari.

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