
Consumi USA, maggio sorprende: vendite al dettaglio e case in attesa oltre le attese
Le vendite al dettaglio salgono dello 0,9%, le compravendite immobiliari in corso balzano del 3,8%: segnali di resilienza che però rischiano di affievolirsi con l’esaurirsi dei rimborsi fiscali.
I consumatori americani hanno mostrato a maggio una vitalità che ha colto di sorpresa gli analisti di Wall Street. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento del Commercio, le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,9 per cento rispetto ad aprile, quasi il doppio del +0,5 per cento atteso, raggiungendo un volume complessivo di 763,7 miliardi di dollari. L’incremento, trainato da un clima più mite e dal raffreddamento dei prezzi alla pompa, ha interessato in modo trasversale numerosi comparti: le vendite online hanno segnato un +1,5 per cento, i negozi di arredamento un +1 per cento, mentre l’abbigliamento è salito dello 0,3 per cento. Solo l’elettronica ha registrato una contrazione dello 0,5 per cento, segno che la domanda di beni durevoli sta gradualmente normalizzandosi dopo i picchi pandemici.
Parallelamente, il mercato immobiliare ha offerto un segnale altrettanto inatteso. L’indice delle vendite pendenti di abitazioni, elaborato dalla National Association of Realtors e monitorato con attenzione anche dagli osservatori di San Paolo, è balzato del 3,8 per cento a maggio, raggiungendo quota 76,8 punti, contro una previsione che non superava l’1 per cento. Su base annua l’aumento sfiora il 5 per cento. È una dinamica che gli economisti brasiliani leggono come una «corsa tardiva» al mattone, sintomo di una domanda repressa che sta gradualmente accettando tassi ipotecari stabilmente sopra il 6 per cento come un «nuovo normale». La resilienza del settore immobiliare, pur in un contesto di costo del denaro elevato, aggiunge un tassello importante al quadro di un’economia che continua a sfidare le previsioni più cupe.
Dietro questa apparente solidità, tuttavia, si nasconde un fattore temporaneo destinato a esaurirsi. Sia gli analisti di New York sia quelli brasiliani sottolineano che la spesa di maggio ha beneficiato di rimborsi fiscali più generosi del solito, erogati tra aprile e maggio, che hanno funzionato da ammortizzatore contro l’inflazione ancora elevata. Il Census Bureau precisa che i dati non sono corretti per l’aumento dei prezzi, quindi parte della crescita nominale potrebbe riflettere semplicemente beni più cari. Con l’attenuarsi dell’effetto rimborsi, gli economisti si aspettano un progressivo rallentamento dei consumi, in particolare per i beni discrezionali, mentre le famiglie a reddito medio-basso continuano a spostare la spesa verso i generi alimentari e le utenze.
Per l’Europa e per l’Italia, questi numeri rappresentano un’arma a doppio taglio. Da un lato, una domanda interna americana che tiene sostiene le esportazioni del Vecchio Continente, in un momento in cui la manifattura tedesca e italiana cerca faticosamente di riprendere slancio. Dall’altro, la persistente robustezza dei consumi e del mercato immobiliare fornisce alla Federal Reserve argomenti per mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo di quanto i mercati finanziari globali auspicherebbero. Gli strategist di Bruxelles temono che tassi americani elevati prolunghino la pressione sull’euro e sui costi di finanziamento per imprese e Stati dell’Eurozona, complicando il percorso di allentamento che la BCE ha appena avviato.
La fotografia di maggio, dunque, è quella di un’economia statunitense ancora capace di accelerazioni improvvise, ma poggiata su fondamenta che potrebbero rivelarsi meno solide nei mesi estivi. Se il mercato del lavoro dovesse mostrare crepe e i rimborsi fiscali esaurire la loro spinta, il secondo semestre potrebbe riservare una correzione più marcata dei consumi. Per l’Italia, che guarda agli Stati Uniti come a un mercato di sbocco cruciale per l’agroalimentare, la meccanica e la moda, l’evoluzione della domanda americana resta un indicatore da monitorare con la stessa attenzione riservata agli andamenti interni dell’Eurozona.
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Le famiglie americane hanno mostrato resilienza a maggio, con le vendite al dettaglio in crescita dello 0,9% grazie al clima più mite e al calo dei prezzi della benzina. Gli economisti avvertono però che l'effetto dei generosi rimborsi fiscali si sta attenuando, segnalando che lo slancio potrebbe non durare.
La copertura si sposta completamente dagli Stati Uniti al Sudafrica, dove le vendite al dettaglio sono cresciute dell'1,3% su base annua ad aprile. Il breve dispaccio si limita a riportare i dati, senza alcun commento sulla vicenda americana.
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