
Capodanno islamico 1448: tra rinnovamento spirituale e mobilitazione geopolitica
Mentre Indonesia e Nigeria esortano alla riflessione interiore e all’unità, la leadership yemenita celebra la “vittoria” dell’Iran e chiama alla resistenza armata.
L’anno islamico 1448 dell’Egira, cominciato il 16 giugno 2026, si è aperto con una divaricazione profonda nel modo di interpretare la ricorrenza. A Sana’a, il leader degli Houthi Abdul Malik al-Houthi ha scelto di legare il capodanno hijri alla geopolitica dello scontro: in un comunicato ha porto «le più sincere congratulazioni alla Repubblica Islamica dell’Iran, guida e popolo, per la grande vittoria ottenuta contro il tiranno arrogante dell’epoca, l’America e Israele», ha ribadito la «prontezza dello Yemen a fronteggiare qualsiasi escalation» e ha invitato l’intera umma a unirsi all’«asse del jihad e della resistenza». Una lettura militante che trasforma la migrazione del Profeta in una chiamata alle armi, mentre gran parte del mondo musulmano ha imboccato la strada opposta.
In Indonesia, il paese con la più numerosa popolazione islamica, le massime autorità religiose e di governo hanno declinato il 1° muharram come momento di muhasabah, il bilancio interiore onesto e obiettivo del cammino percorso. Il ministro degli Affari religiosi Nasaruddin Umar, il suo vice Romo Syafii, il Consiglio degli ulama (MUI) e il segretario di Gabinetto Teddy Indra Wijaya hanno insistito sulla necessità di una «trasformazione di sé e della società»: hijrah non è solo lo spostamento fisico dalla Mecca a Medina, ma il passaggio da una mentalità tribale e settaria a una comunità inclusiva, legata dal dialogo e dalla fratellanza. Ai giovani sommersi dai social media, il MUI ha ricordato che l’unico modello resta il Profeta, non la popolarità effimera.
Anche in Nigeria il presidente Bola Tinubu ha diffuso un messaggio di felicitazioni che resta ancorato alla dimensione spirituale e civica. Ha invitato i musulmani a meditare sulle virtù dell’Egira – sacrificio, rinnovamento, pazienza e fiducia nel disegno divino – per edificare una nazione pacifica, giusta e prospera. L’accento nigeriano, come quello indonesiano, punta sulla buona cittadinanza e sul patriottismo, evitando ogni proiezione conflittuale verso l’esterno.
La dichiarazione yemenita, al contrario, rivela quanto la frattura mediorientale condizioni la grammatica del sacro. L’elogio della «vittoria» iraniana e la minaccia di nuove escalation contro obiettivi americani e israeliani strumentalizzano il racconto dell’Egira per un’agenda di mobilitazione permanente, in un paese che subisce da anni un blocco asfissiante. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, non è una questione lontana: la sicurezza del Mar Rosso e la libertà di navigazione verso Suez sono beni strategici che un’intensificazione degli attacchi Houthi metterebbe immediatamente a rischio, con conseguenze sulle catene di approvvigionamento e sui costi energetici.
Il capodanno hijri diventa così lo specchio delle contraddizioni che attraversano la umma. Da Giacarta ad Abuja prevale la ricerca di una hijrah interiore, fatta di dialogo, modernizzazione e coesione sociale; nelle periferie in fiamma del mondo islamico, invece, la ricorrenza viene piegata a una narrativa di resistenza che prolunga i conflitti. Per l’Italia e per l’Europa la sfida è duplice: accompagnare le comunità musulmane nel cammino di inclusione indicato dai leader indonesiani, e insieme presidiare con intelligenza diplomatica un vicinato che resta instabile. L’anno 1448 comincia sotto il segno di un bivio.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il Capodanno islamico è un momento per riflettere sulla migrazione del Profeta, spingendo a una trasformazione personale e sociale. Si esorta a rafforzare la fede, l'integrità morale e la solidarietà nazionale attraverso atti di carità e tolleranza.
Il nuovo anno dell'Egira viene accolto con ottimismo e fiducia, traendo lezione dalla Hijra per costruire una nazione sicura e prospera sotto una guida saggia. È un momento per rinnovare l'impegno verso pace, stabilità e progresso.
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