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Geopolitica e Politicasabato 20 giugno 2026

Brasile: Lula avanti, ma l’alta rejeição blocca la corsa presidenziale

Il nuovo sondaggio Datafolha mostra stabilità tra Lula (41%) e Flávio Bolsonaro (31%), ma entrambi soffrono un’elevata rejeição; le inchieste sul Banco Master toccano entrambi gli schieramenti.

Il nuovo sondaggio dell’istituto Datafolha, diffuso sabato 20 giugno, conferma un quadro di stallo nella corsa alla presidenza del Brasile: Luiz Inácio Lula da Silva (PT) guida con il 41% delle intenzioni di voto al primo turno contro il 31% del senatore Flávio Bolsonaro (PL), figlio dell’ex presidente Jair. Nel ballottaggio ipotetico, il presidente uscente ottiene il 47% e il suo rivale il 43%, identici risultati a quelli di maggio. La stabilità numerica, però, non deve trarre in inganno: entrambi i contendenti restano intrappolati in una polarizzazione estrema e in un elettorato fortemente refrattario, con tassi di rejeição (il rifiuto esplicito del candidato) che sfiorano il 48% per Flávio Bolsonaro e il 46% per Lula, tecnicamente un pareggio entro il margine d’errore di due punti.

Secondo gli analisti politici di Brasilia, i numeri indicano che il senatore di destra ha arginato l’emorragia di consensi seguita alle rivelazioni del caso “Dark Horse”, in cui era emersa la sua richiesta di fondi al banchiere Daniel Vorcaro per finanziare un film sul padre. Dopo aver perso terreno a maggio, Flávio Bolsonaro mantiene ora le sue posizioni, potendo contare su una base compatta tra evangelici e imprenditori, e guarda con interesse agli sviluppi dell’inchiesta sul Banco Master che ha coinvolto anche il leader del governo al Senato, il petista Jaques Wagner, colpito da un’operazione della polizia federale proprio nei giorni del sondaggio. L’inchiesta, infatti, non ha ancora dispiegato tutti i suoi effetti sui rilevamenti, ma negli ambienti vicini al Partito Liberale si spera che possa ridurre ulteriormente il vantaggio di Lula.

Dal canto suo, il presidente Lula – come osservano fonti vicine al Planalto – può contare su sacche di consenso tradizionalmente fedeli, in particolare nel Nordest (dove raggiunge il 61%), tra le fasce a basso reddito e tra le donne, segmento in cui il ballottaggio lo vede in netto vantaggio (52% contro 37%). Tuttavia, il logoramento dell’azione di governo e la difficoltà di far approvare misure bandiera come la riforma della settimana lavorativa (scala 6x1) rappresentano un freno alla sua crescita. Le inchieste incrociate sul Banco Master, che ormai toccano entrambi gli schieramenti, rischiano di alimentare un sentimento antipolitico già diffuso: il 7% degli intervistati dichiara di votare scheda bianca o nulla, e un ulteriore 4% si dice indeciso.

Il sondaggio, che ha testato anche scenari alternativi di secondo turno contro i governatori Ronaldo Caiado e Romeu Zema, indica che nessuna “terza via” appare in grado di insidiare il duopolio Lula-Bolsonaro. Caiado e Zema si fermano rispettivamente al 41% e al 39%, confermando la cristallizzazione del quadro. Un elemento rivelatore è l’impatto pressoché nullo delle pressioni internazionali, come le sanzioni commerciali annunciate da Donald Trump o l’inserimento del Brasile in liste di sorveglianza statunitensi: il 65% degli elettori afferma che ciò non influenzerebbe il proprio voto. Il dato suggerisce che la campagna, il cui inizio ufficiale è previsto nelle prossime settimane, si giocherà quasi esclusivamente su temi domestici e sulla capacità di mobilitare le rispettive basi. Lo stato del dossier elettorale rimane fluido, con la scelta dei candidati vice e gli sviluppi giudiziari del caso Master che potrebbero rappresentare i prossimi punti di svolta prima del voto di ottobre.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa atlantica / anglosfera
Stampa latinoamericana/ Mercato
DistaccoPragmatismo

Un sondaggio Datafolha mostra Lula in testa con il 41% al primo turno, contro il 31% di Flavio Bolsonaro. Scandali come il caso 'Dark Horse' e operazioni di polizia non hanno modificato significativamente la corsa, e i candidati si preparano a un confronto diretto al ballottaggio.

Stampa atlantica / anglosfera/ Economica
ScetticismoPragmatismo

I sondaggi mostrano il presidente Lula in vantaggio sul senatore Flavio Bolsonaro, indebolito dai legami con un grande scandalo bancario. La corsa resta sostanzialmente invariata, con Lula favorito in un eventuale ballottaggio.

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sabato 20 giugno 2026

Brasile: Lula avanti, ma l’alta rejeição blocca la corsa presidenziale

Il nuovo sondaggio Datafolha mostra stabilità tra Lula (41%) e Flávio Bolsonaro (31%), ma entrambi soffrono un’elevata rejeição; le inchieste sul Banco Master toccano entrambi gli schieramenti.

Il nuovo sondaggio dell’istituto Datafolha, diffuso sabato 20 giugno, conferma un quadro di stallo nella corsa alla presidenza del Brasile: Luiz Inácio Lula da Silva (PT) guida con il 41% delle intenzioni di voto al primo turno contro il 31% del senatore Flávio Bolsonaro (PL), figlio dell’ex presidente Jair. Nel ballottaggio ipotetico, il presidente uscente ottiene il 47% e il suo rivale il 43%, identici risultati a quelli di maggio. La stabilità numerica, però, non deve trarre in inganno: entrambi i contendenti restano intrappolati in una polarizzazione estrema e in un elettorato fortemente refrattario, con tassi di rejeição (il rifiuto esplicito del candidato) che sfiorano il 48% per Flávio Bolsonaro e il 46% per Lula, tecnicamente un pareggio entro il margine d’errore di due punti.

Secondo gli analisti politici di Brasilia, i numeri indicano che il senatore di destra ha arginato l’emorragia di consensi seguita alle rivelazioni del caso “Dark Horse”, in cui era emersa la sua richiesta di fondi al banchiere Daniel Vorcaro per finanziare un film sul padre. Dopo aver perso terreno a maggio, Flávio Bolsonaro mantiene ora le sue posizioni, potendo contare su una base compatta tra evangelici e imprenditori, e guarda con interesse agli sviluppi dell’inchiesta sul Banco Master che ha coinvolto anche il leader del governo al Senato, il petista Jaques Wagner, colpito da un’operazione della polizia federale proprio nei giorni del sondaggio. L’inchiesta, infatti, non ha ancora dispiegato tutti i suoi effetti sui rilevamenti, ma negli ambienti vicini al Partito Liberale si spera che possa ridurre ulteriormente il vantaggio di Lula.

Dal canto suo, il presidente Lula – come osservano fonti vicine al Planalto – può contare su sacche di consenso tradizionalmente fedeli, in particolare nel Nordest (dove raggiunge il 61%), tra le fasce a basso reddito e tra le donne, segmento in cui il ballottaggio lo vede in netto vantaggio (52% contro 37%). Tuttavia, il logoramento dell’azione di governo e la difficoltà di far approvare misure bandiera come la riforma della settimana lavorativa (scala 6x1) rappresentano un freno alla sua crescita. Le inchieste incrociate sul Banco Master, che ormai toccano entrambi gli schieramenti, rischiano di alimentare un sentimento antipolitico già diffuso: il 7% degli intervistati dichiara di votare scheda bianca o nulla, e un ulteriore 4% si dice indeciso.

Il sondaggio, che ha testato anche scenari alternativi di secondo turno contro i governatori Ronaldo Caiado e Romeu Zema, indica che nessuna “terza via” appare in grado di insidiare il duopolio Lula-Bolsonaro. Caiado e Zema si fermano rispettivamente al 41% e al 39%, confermando la cristallizzazione del quadro. Un elemento rivelatore è l’impatto pressoché nullo delle pressioni internazionali, come le sanzioni commerciali annunciate da Donald Trump o l’inserimento del Brasile in liste di sorveglianza statunitensi: il 65% degli elettori afferma che ciò non influenzerebbe il proprio voto. Il dato suggerisce che la campagna, il cui inizio ufficiale è previsto nelle prossime settimane, si giocherà quasi esclusivamente su temi domestici e sulla capacità di mobilitare le rispettive basi. Lo stato del dossier elettorale rimane fluido, con la scelta dei candidati vice e gli sviluppi giudiziari del caso Master che potrebbero rappresentare i prossimi punti di svolta prima del voto di ottobre.

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Un sondaggio Datafolha mostra Lula in testa con il 41% al primo turno, contro il 31% di Flavio Bolsonaro. Scandali come il caso 'Dark Horse' e operazioni di polizia non hanno modificato significativamente la corsa, e i candidati si preparano a un confronto diretto al ballottaggio.

Stampa atlantica / anglosfera/ Economica
ScetticismoPragmatismo

I sondaggi mostrano il presidente Lula in vantaggio sul senatore Flavio Bolsonaro, indebolito dai legami con un grande scandalo bancario. La corsa resta sostanzialmente invariata, con Lula favorito in un eventuale ballottaggio.

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