
Glifosato, la Corte Suprema USA archivia migliaia di cause: Bayer evita il collasso legale
Con sette voti contro due, i giudici stabiliscono che le norme federali prevalgono sulle leggi statali, privando di fondamento le richieste di risarcimento per mancate avvertenze sul rischio cancro.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che Bayer, e la sua controllata Monsanto, non possono essere citate in giudizio nei tribunali statali per non aver apposto avvertenze sul rischio di cancro sulle confezioni del diserbante Roundup. La decisione, adottata con una maggioranza di sette giudici contro due, si fonda sul principio che la legge federale su insetticidi, fungicidi e rodenticidi (FIFRA) ha la precedenza sulle normative dei singoli Stati. Poiché l’Agenzia per la protezione ambientale (EPA) non classifica il glifosato come cancerogeno per l’uomo e non impone alcuna etichetta di pericolo, la Corte ha ritenuto che un obbligo statale in tal senso costituirebbe un requisito aggiuntivo inammissibile. La sentenza ha immediatamente innescato un rialzo del titolo Bayer superiore al 15% alla Borsa di Francoforte, segnalando la fine di un’incertezza giudiziaria che da anni gravava sul gruppo di Leverkusen.
La vicenda trae origine dal caso di John Durnell, un giardiniere del Missouri colpito da linfoma non-Hodgkin dopo un uso prolungato del prodotto, al quale una giuria aveva riconosciuto un risarcimento di 1,25 milioni di dollari. Bayer ha scelto proprio questo contenzioso per ottenere un pronunciamento di principio, sostenendo che l’assenza di un monito sul cancro fosse conforme alle indicazioni dell’EPA. Secondo la prospettiva delle autorità federali statunitensi, il glifosato non presenta rischi oncologici se impiegato secondo le istruzioni, una posizione che collide con la classificazione di “probabile cancerogeno” formulata nel 2015 dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione mondiale della sanità. I giudici dissenzienti, Neil Gorsuch e Ketanji Brown Jackson, hanno definito la sentenza “notevole e deplorevole”, accusando la maggioranza di chiudere ingiustamente le porte dei tribunali alle vittime.
L’impatto della decisione si estende a circa 67.000 cause ancora pendenti, per lo più intentate da utilizzatori domestici, e priva di base legale le richieste fondate sulla mancata informazione. Bayer, che dal 2018 ha già versato oltre 10 miliardi di dollari tra risarcimenti e transazioni, aveva proposto a febbraio un accordo collettivo da 7,25 miliardi per chiudere la gran parte del contenzioso residuo. Dal punto di vista degli analisti di Bruxelles, la sentenza potrebbe rafforzare la posizione dell’industria agrochimica anche nel dibattito europeo, dove il rinnovo dell’autorizzazione del glifosato è periodicamente al centro di aspri scontri tra Commissione, Stati membri e opinione pubblica. In Italia, diverse Regioni hanno imposto restrizioni all’uso della sostanza in aree pubbliche, mentre l’EFSA e l’ECHA, le agenzie europee competenti, non hanno finora identificato rischi cancerogeni tali da vietare la molecola.
La frattura politica interna all’amministrazione Trump aggiunge un ulteriore strato di complessità. Il movimento “Make America Healthy Again”, che fa capo al segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. e ha contribuito in modo determinante alla rielezione del presidente, ha reagito con frustrazione a una sentenza appoggiata dall’esecutivo e a un ordine esecutivo che punta ad aumentare la produzione di glifosato. Secondo gli osservatori di Washington, questa divergenza potrebbe spingere una parte dell’elettorato MAHA, trasversale e sensibile ai temi della salute ambientale, a cercare nuovi riferimenti politici in vista delle presidenziali del 2028. Nel frattempo, l’attenzione resta puntata sull’omologazione finale dell’accordo transattivo da parte di un tribunale del Missouri e sulla prossima scadenza europea per il rinnovo dell’autorizzazione del glifosato, prevista per la fine del 2025, che riaccenderà il confronto tra le istanze agricole e le pressioni dell’opinione pubblica per una progressiva eliminazione della sostanza.
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Il movimento per la salute che ha contribuito a riportare Trump al potere si sente profondamente tradito dalla sentenza della Corte Suprema che protegge Bayer dagli avvertimenti sul cancro del Roundup. La considera un regalo all'industria chimica che infrange le promesse elettorali e avvelena l'alleanza tra il presidente e la sua base attenta al benessere.
La Corte Suprema ha stabilito con 7 voti contro 2 che la legge federale sui pesticidi prevale sulle richieste statali di avvertimento, bloccando di fatto migliaia di cause per cancro legate al Roundup contro Bayer. La decisione rappresenta un importante scudo legale per il colosso agrochimico, limitando le azioni legali dei consumatori ai confini dell'etichettatura approvata dall'EPA.
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