
Ancelotti debutta al Mondiale con il Brasile, il Marocco primo esame ad alta tensione
La Seleçao senza Neymar sfida la rivelazione del Qatar 2022, mentre Svizzera e Scozia cercano certezze nei rispettivi gironi d’esordio.
La terza giornata del Mondiale 2026 ruota attorno al debutto più atteso: quello di Carlo Ancelotti sulla panchina del Brasile. L’allenatore italiano, che ha vinto tutto a livello di club, si presenta contro il Marocco in un MetLife Stadium gremito, con la missione di restituire alla Seleçao un titolo che manca da ventiquattro anni. Il peso della storia si incrocia con un presente incerto: Neymar, fermato da uno stiramento al polpaccio, non sarà in campo, e la sua assenza riaccende i dubbi su una squadra che nelle ultime edizioni si è fermata sempre ai quarti. L’ottica sudamericana, pur ricordando le diciassette vittorie nelle ultime venti partite d’esordio, è attraversata da un cauto realismo; gli osservatori brasiliani sottolineano come Ancelotti abbia costruito un undici largamente ereditato dal ciclo precedente, puntando sull’esperienza di Alisson, Marquinhos e Casemiro per contenere l’esuberanza marocchina.
Dall’altra parte, il Marocco arriva con la sicurezza di chi ha sfiorato la finale quattro anni fa e si è consacrato campione d’Africa. I commentatori del Maghreb e di Africa occidentale leggono la partita come un’occasione per confermare il nuovo status di potenza del calcio continentale, al di là dei recenti infortuni che hanno privato la squadra di Aguerd ed Ezzalzouli. Il tecnico Ouahbi si affida a Hakimi e Brahim Díaz per tenere il Brasile sotto pressione, mentre i mercati delle scommesse europei, pur dando favorita la Seleçao, segnalano un margine più risicato del previsto, sintomo di un rispetto crescente per la formazione nordafricana. La sfida, che mette di fronte la sesta e la settima del ranking FIFA, incarna lo spirito di un Mondiale allargato in cui le gerarchie tradizionali sono meno scontate.
Più in ombra, ma non meno significativi, gli altri due impegni della giornata. Nel Gruppo B, il Qatar di Lopetegui cerca il primo punto della propria storia mondiale contro una Svizzera rodata e guidata dall’esperienza di Xhaka, reduce da anni di presenza stabile nella fase a eliminazione diretta. I media asiatici mettono in luce il percorso tormentato dei padroni di casa del 2022, che dopo sei amichevoli senza vittorie vogliono dimostrare di non essere comprimari. A chiudere il quadro, Haiti e Scozia tornano sul palcoscenico iridato dopo assenze lunghissime – cinquantadue anni per i caraibici, ventotto per i britannici – e si giocano una fetta di speranza nel girone di ferro che vede Brasile e Marocco come favoriti.
Per l’Italia, spettatrice anche stavolta, il debutto di Ancelotti assume un valore simbolico: un tecnico italiano guida la nazionale più titolata del mondo, cercando di colmare l’unica lacuna di una carriera straordinaria. Gli analisti europei osservano che la vera incognita è la tenuta mentale del Brasile, capace di alternare fiammate di talento a improvvise fragilità difensive. Questo sabato americano offre una prima risposta, in un torneo che fin dalle prime battute sembra voler ribaltare i pronostici costruiti a tavolino.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il Marocco scende in campo contro il Brasile con la volontà di confermare la dimensione raggiunta dopo il quarto posto in Qatar. La nazionale nordafricana guarda con fiducia a un match che molti considerano già il primo grande shock del tabellone.
Il Brasile esordisce con l'aspettativa di voltare pagina, guidato da un Ancelotti che cerca il riscatto personale dopo 32 anni e il sesto titolo per la Seleção. L'attenzione è puntata sulle tante opzioni tv per i tifosi, mentre il tecnico minimizza i pronostici.
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