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Geopolitica e Politicamercoledì 17 giugno 2026

Accordo storico tra Washington e Teheran: Hormuz riaperto, revocato il blocco navale

Il premier pakistano Sharif annuncia l’entrata in vigore immediata del memorandum mediato da Islamabad e Qatar, con cerimonia venerdì in Svizzera.

Con un annuncio diffuso sui social media, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha confermato che il memorandum d’intesa di Islamabad tra Stati Uniti e Iran è stato firmato elettronicamente dai presidenti Donald Trump e Masoud Pezeshkian ed è entrato in vigore all’istante. Il primo passo operativo prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran e la contestuale revoca del blocco navale americano sui porti iraniani. Sharif, che ha agito da mediatore insieme al Qatar, ha sottolineato come l’intesa rappresenti «l’inizio di una nuova fase di impegno reciproco» e ha ringraziato entrambe le leadership per la saggezza dimostrata.

L’accordo giunge dopo settimane di escalation militare che avevano portato alla chiusura del vitale corridoio petrolifero e a un conflitto aperto scatenato, secondo fonti regionali, da un’operazione congiunta israelo-americana. In quel frangente sarebbe rimasto ucciso la Guida suprema Ali Khamenei, sostituito dal figlio Mojtaba, figura finora rimasta nell’ombra e mai apparsa in pubblico. Proprio a Mojtaba Khamenei, indicato come nuovo leader della Repubblica islamica, Sharif ha rivolto un ringraziamento speciale, riconoscendone il ruolo nell’aver reso possibile l’intesa. La rapidità con cui il nuovo vertice iraniano ha accettato il compromesso diplomatico ha sorpreso molti osservatori, ma riflette la pressione insostenibile esercitata dal blocco navale sull’economia e sulla tenuta interna del Paese.

Pakistan e Qatar hanno condiviso il ruolo di mediatori, e una cerimonia ufficiale è in programma venerdì – secondo alcune fonti il 19 giugno 2026 – in Svizzera, per celebrare l’evento e avviare colloqui a livello tecnico. La scelta della Confederazione elvetica come sede non è casuale: richiama la tradizione di neutralità e buoni uffici che caratterizza la politica estera svizzera, offrendo un terreno diplomaticamente sicuro per discussioni delicate su verifica, smilitarizzazione e scambio di prigionieri. L’incontro tecnico sarà cruciale per trasformare l’impegno politico in meccanismi concreti di de-escalation.

Per l’Europa e in particolare per l’Italia, la riapertura di Hormuz rappresenta un sollievo immediato. Gli analisti di Bruxelles stimano che il ripristino della libertà di navigazione nello stretto, da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale, possa stabilizzare i prezzi dell’energia e allentare le tensioni sui mercati del gas naturale liquefatto, di cui l’Italia è grande importatore. Anche Pechino e Nuova Delhi, fortemente dipendenti dal greggio del Golfo, accolgono con favore l’intesa, mentre Mosca osserva con cautela un riavvicinamento che potrebbe ridimensionare il suo ruolo di fornitore alternativo per l’Europa.

Resta tuttavia un alone di incertezza. La leadership di Mojtaba Khamenei è ancora tutta da decifrare, e i colloqui tecnici in Svizzera dovranno affrontare nodi spinosi come la verifica del cessate il fuoco e il futuro dell’influenza iraniana nella regione. L’Italia e l’Unione Europea, che hanno tutto l’interesse a una stabilizzazione duratura del Golfo, potrebbero offrire sostegno diplomatico e contribuire a un quadro di sicurezza marittima condiviso. La strada è in salita, ma la firma di Islamabad ha almeno interrotto la spirale bellica, restituendo al dialogo una chance che fino a poche ore fa sembrava perduta.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

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TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa iraniana e affini
Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
UrgenzaScetticismo

Il primo ministro pakistano ha dichiarato che il memorandum obbliga l'Iran a riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti revocheranno subito il blocco navale. L'accordo, firmato dai presidenti Trump e Pezeshkian, rappresenta una soluzione diplomatica alla crisi, con Washington che sottolinea l'adempimento della Repubblica Islamica come primo passo.

Stampa iraniana e affini/ Regime
TrionfoPragmatismo

Il primo ministro pakistano ha celebrato la firma elettronica dello storico memorandum di Islamabad, esprimendo gratitudine alla Guida Suprema e al presidente dell'Iran. Ha confermato che l'accordo entra in vigore immediatamente, con l'Iran che riapre lo Stretto di Hormuz e gli USA che revocano il blocco navale, e ha annunciato una cerimonia celebrativa in Svizzera.

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mercoledì 17 giugno 2026

Accordo storico tra Washington e Teheran: Hormuz riaperto, revocato il blocco navale

Il premier pakistano Sharif annuncia l’entrata in vigore immediata del memorandum mediato da Islamabad e Qatar, con cerimonia venerdì in Svizzera.

Con un annuncio diffuso sui social media, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha confermato che il memorandum d’intesa di Islamabad tra Stati Uniti e Iran è stato firmato elettronicamente dai presidenti Donald Trump e Masoud Pezeshkian ed è entrato in vigore all’istante. Il primo passo operativo prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran e la contestuale revoca del blocco navale americano sui porti iraniani. Sharif, che ha agito da mediatore insieme al Qatar, ha sottolineato come l’intesa rappresenti «l’inizio di una nuova fase di impegno reciproco» e ha ringraziato entrambe le leadership per la saggezza dimostrata.

L’accordo giunge dopo settimane di escalation militare che avevano portato alla chiusura del vitale corridoio petrolifero e a un conflitto aperto scatenato, secondo fonti regionali, da un’operazione congiunta israelo-americana. In quel frangente sarebbe rimasto ucciso la Guida suprema Ali Khamenei, sostituito dal figlio Mojtaba, figura finora rimasta nell’ombra e mai apparsa in pubblico. Proprio a Mojtaba Khamenei, indicato come nuovo leader della Repubblica islamica, Sharif ha rivolto un ringraziamento speciale, riconoscendone il ruolo nell’aver reso possibile l’intesa. La rapidità con cui il nuovo vertice iraniano ha accettato il compromesso diplomatico ha sorpreso molti osservatori, ma riflette la pressione insostenibile esercitata dal blocco navale sull’economia e sulla tenuta interna del Paese.

Pakistan e Qatar hanno condiviso il ruolo di mediatori, e una cerimonia ufficiale è in programma venerdì – secondo alcune fonti il 19 giugno 2026 – in Svizzera, per celebrare l’evento e avviare colloqui a livello tecnico. La scelta della Confederazione elvetica come sede non è casuale: richiama la tradizione di neutralità e buoni uffici che caratterizza la politica estera svizzera, offrendo un terreno diplomaticamente sicuro per discussioni delicate su verifica, smilitarizzazione e scambio di prigionieri. L’incontro tecnico sarà cruciale per trasformare l’impegno politico in meccanismi concreti di de-escalation.

Per l’Europa e in particolare per l’Italia, la riapertura di Hormuz rappresenta un sollievo immediato. Gli analisti di Bruxelles stimano che il ripristino della libertà di navigazione nello stretto, da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale, possa stabilizzare i prezzi dell’energia e allentare le tensioni sui mercati del gas naturale liquefatto, di cui l’Italia è grande importatore. Anche Pechino e Nuova Delhi, fortemente dipendenti dal greggio del Golfo, accolgono con favore l’intesa, mentre Mosca osserva con cautela un riavvicinamento che potrebbe ridimensionare il suo ruolo di fornitore alternativo per l’Europa.

Resta tuttavia un alone di incertezza. La leadership di Mojtaba Khamenei è ancora tutta da decifrare, e i colloqui tecnici in Svizzera dovranno affrontare nodi spinosi come la verifica del cessate il fuoco e il futuro dell’influenza iraniana nella regione. L’Italia e l’Unione Europea, che hanno tutto l’interesse a una stabilizzazione duratura del Golfo, potrebbero offrire sostegno diplomatico e contribuire a un quadro di sicurezza marittima condiviso. La strada è in salita, ma la firma di Islamabad ha almeno interrotto la spirale bellica, restituendo al dialogo una chance che fino a poche ore fa sembrava perduta.

Divergenza delle fonti

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61%Alta

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

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Critico17%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa iraniana e affini
Stampa atlantica / anglosfera/ Sicurezza
UrgenzaScetticismo

Il primo ministro pakistano ha dichiarato che il memorandum obbliga l'Iran a riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti revocheranno subito il blocco navale. L'accordo, firmato dai presidenti Trump e Pezeshkian, rappresenta una soluzione diplomatica alla crisi, con Washington che sottolinea l'adempimento della Repubblica Islamica come primo passo.

Stampa iraniana e affini/ Regime
TrionfoPragmatismo

Il primo ministro pakistano ha celebrato la firma elettronica dello storico memorandum di Islamabad, esprimendo gratitudine alla Guida Suprema e al presidente dell'Iran. Ha confermato che l'accordo entra in vigore immediatamente, con l'Iran che riapre lo Stretto di Hormuz e gli USA che revocano il blocco navale, e ha annunciato una cerimonia celebrativa in Svizzera.

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