
Violenza di genere senza frontiere: funzionari, coach e guide spirituali sotto accusa
L’arresto di un direttore comunale in Argentina, le indagini in Brasile e i casi indiani mostrano come l’abuso di autorità alimenti una violenza sistemica, spesso impunita.
Un funzionario comunale rimosso in giornata, un medico chirurgo prossimo al processo, un leader religioso accusato di torture: l’Argentina sta vivendo giorni convulsi nella lotta alla violenza di genere. Il caso più recente è quello di Federico Hernán Pez, direttore all’Informazione Territoriale del Comune di La Plata, arrestato per abusi sessuali su tre impiegate e lesioni aggravate. L’indagine, condotta da un’unità specializzata in reati di genere, ha immediatamente portato al suo licenziamento. Pochi giorni dopo, il Tribunale di Buenos Aires fissava per il 3 luglio il processo a Federico Nicolás Mazzini, ex coordinatore di Trauma presso l’Ospedale Italiano, accusato dalla ex compagna di violenza fisica, psicologica e sessuale, documentata anche in video. Due episodi che rivelano come l’abuso alligni nei gangli dello Stato e delle professioni di cura.
In Brasile, a Eusébio, il presidente di un’autorità municipale dei trasporti è indagato per stalking e molestie sessuali verso una dipendente: elogi sempre più invadenti, inviti a cena, proposte indecenti camuffate da gesti d’aiuto economico. Sempre in America Latina, un pai umbanda di San Vicente, nella provincia di Buenos Aires, ha abusato per anni di una madre e delle sue figlie minorenni, sfruttando la sua influenza spirituale per manipolare l’intero nucleo familiare, tra minacce e rituali. La convergenza tra autorità lavorativa, religiosa o medica non è casuale: il potere formale o carismatico diventa strumento di coercizione, spesso con la complicità del silenzio delle istituzioni.
Il continente asiatico offre uno specchio altrettanto amaro. Nel Maharashtra, un allenatore di calcio è stato arrestato per aver stuprato una ragazzina di diciassette anni per tre anni, filmando le violenze per ricattarla. Nell’Andhra Pradesh, un uomo ha forzato al matrimonio una quindicenne orfana e l’ha torturata fino a quando i vicini non hanno allertato l’unità di protezione minorile, attivando il severo regime del POCSO Act contro i reati sessuali su minori. In entrambi i casi, la vittima è bambina o adolescente, la violenza si dilata nel tempo, e la denuncia arriva solo grazie all’intervento esterno o alla disperazione. La digitalizzazione della sopraffazione, con video e minacce online, si aggiunge a un repertorio già vasto.
Questa rassegna geografica, che va dalle Pampas al subcontinente indiano, mostra un dato unificante: la violenza di genere è anzitutto una questione di disparità di potere. Che sia un impiegato comunale, un medico di fama o un guru di quartiere, il molestatore fa leva sulla propria posizione per creare dipendenza e impunità. Le indagini avanzano con fatica: in Argentina, l’attrice Romina Gaetani ha dichiarato di non nutrire speranze, perché il suo ex ha "parentele molto pesanti nella giustizia"; in India, il sistema legale, pur rafforzato da norme specifiche, sconta ritardi e condizionamenti sociali.
Secondo gli osservatori dei diritti umani, questi casi non sono episodi isolati ma sintomi di una cultura che fatica a riconoscere l’autonomia delle donne e dei minori. L’eco in Italia e in Europa è forte: le cronache non sono esotiche, perché dinamiche simili emergono anche nei nostri luoghi di lavoro, nelle palestre, nelle parrocchie. La risposta deve essere globale e multilivello: potenziamento degli strumenti di protezione, educazione all’affettività e al consenso, ma soprattutto una magistratura indipendente, capace di blindare le denunce dalle influenze del potere. Solo così la vergogna potrà cambiare campo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Un funzionario comunale di La Plata è stato arrestato con l'accusa di abusi sessuali e violenza di genere contro almeno tre dipendenti. L'episodio ha provocato un forte scossone politico e istituzionale, portando all'immediata rimozione del responsabile. Le indagini sono affidate a una procura specializzata in reati di genere.
Un dirigente comunale di La Plata è stato arrestato per violenza sessuale su tre collaboratrici, e le autorità hanno subito rimosso l'incarico. Le indagini sono in corso sotto la supervisione di una procura specializzata. Il caso rientra in un'ondata più ampia di denunce contro abusi di potere sul lavoro.
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