Accedi
Edizione delle 06:00 CETmartedì 16 giugno 2026
285 testate · 16 lingue630 briefing oggi
Geopoliticalunedì 15 giugno 2026

Trump vede spiragli per l’Ucraina, Zelensky sfida Putin a incontrarlo negli Stati Uniti

Al G7 di Évian il presidente americano annuncia colloqui con entrambi i leader, mentre Kiev propone un vertice a Washington per superare i rifiuti del Cremlino.

Il vertice del G7 sulle rive del lago Lemano si è aperto con un annuncio che ha spostato d’improvviso il baricentro della diplomazia mondiale. Donald Trump, incontrando Emmanuel Macron prima dell’inizio dei lavori a Évian-les-Bains, ha rivelato di aver avuto domenica «ottime conversazioni» con Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, e ha lasciato intendere che entrambi i leader siano «aperti» a un accordo per porre fine a una guerra che, ha ricordato con crudezza, costa venticinquemila vite al mese, in gran parte soldati. L’ottimismo del presidente americano, pur misurato da un prudente «forse possiamo fare qualcosa», arriva subito dopo la conclusione dell’intesa preliminare con l’Iran, un altro dossier che ha dominato i colloqui della vigilia, e segnala la volontà della Casa Bianca di incassare un secondo successo negoziale in rapida successione.

A rendere concreta la prospettiva è stata però la mossa di Kiev. Zelensky ha confermato di aver proposto a Trump un formato inedito: un incontro a tre negli Stati Uniti, sul terreno del presidente americano, per rendere «molto più difficile a Putin rifiutare, almeno di fronte al presidente Trump». Il leader ucraino ha ricordato i tentativi precedenti – un faccia a faccia in qualsiasi luogo capace di produrre decisioni reali, un invito a discutere a margine del G7 con la partecipazione delle democrazie occidentali – e ha sottolineato che il Cremlino ha sempre risposto con un secco rifiuto. L’idea di portare il negoziato a Washington, discussa anche con la Francia, rappresenta dunque un rilancio che punta a mettere Putin con le spalle al muro diplomatico, sfruttando la relazione personale che Trump rivendica con entrambi i contendenti.

La cronaca della giornata, tuttavia, ha ricordato quanto il terreno resti incandescente. Nelle stesse ore in cui Zelensky parlava da un monastero storico di Kiev danneggiato da un attacco notturno, almeno dieci civili perdevano la vita in raid russi sulla capitale e su Kharkiv, nel nord-est del Paese. Il conflitto, giunto ormai a quattro anni e mezzo, ha visto nelle ultime settimane un’intensificazione degli attacchi ucraini in profondità sul territorio russo, con droni che colpiscono regolarmente raffinerie e impianti petroliferi, ridisegnando una dinamica sul campo molto diversa da quella dei mesi in cui Trump sollecitava Kiev ad accettare le condizioni di Mosca.

Secondo analisti europei, la disponibilità americana a farsi teatro del negoziato cambia la geometria della mediazione. Finora il G7 francese era apparso come la sede naturale per un riavvicinamento, ma il rifiuto opposto da Putin ha spinto Zelensky a cercare una via che coinvolga direttamente la potenza indispensabile a qualsiasi garanzia di sicurezza futura per l’Ucraina. Da Bruxelles si osserva che l’Italia e gli altri partner europei, pur sostenendo con forza la resistenza ucraina, vedrebbero con favore un cessate il fuoco che allenti la pressione energetica e migratoria sul continente, ma restano vigili sul rischio di un accordo che congeli l’occupazione russa senza vere tutele per Kiev. L’ottica di Pechino, attenta a non esporsi, interpreta l’iniziativa come un test della capacità americana di dettare i tempi della de-escalation globale, mentre da Mosca filtra solo il silenzio ufficiale, rotto dalle conferme indirette dei media indipendenti russi sul rifiuto opposto dal Cremlino a ogni precedente invito.

La partita ora si gioca sulla risposta di Putin all’offerta di un vertice in territorio americano. Zelensky ha avvertito: «Se la Russia rifiuterà anche questa opportunità, saranno necessarie ulteriori pressioni». Il messaggio è rivolto tanto a Trump quanto agli alleati del G7, chiamati a trasformare lo spiraglio in un percorso vincolante. La diplomazia del presidente americano, che ama muoversi per annunci e colpi di scena, si trova davanti al suo banco di prova più delicato: dimostrare che l’arte dell’accordo può funzionare anche quando la posta in gioco non è solo il nucleare iraniano, ma l’architettura di sicurezza di un intero continente.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 5 lingue

0%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa del Golfo arabo
Stampa europea continentale/ mediterranea
scetticismopragmatismo

Trump ha dichiarato che Putin e Zelensky sono aperti a un accordo, ma Zelensky ha sottolineato i precedenti rifiuti di Putin e ha proposto un vertice negli Stati Uniti per rendere più difficile un nuovo no. L'ottimismo di Trump viene accolto con cautela, mentre si ricordano le 25.000 perdite mensili tra i soldati.

Stampa del Golfo arabo
distaccopragmatismo

Zelensky ha offerto di incontrare Putin negli Stati Uniti durante un colloquio con Trump, sostenendo che una sede americana renderebbe più difficile un rifiuto. Trump ha riferito di conversazioni positive con entrambi i leader.

Articoli correlati

Leggi di più
Ultim'ora
Wolfsburg punta 13,5 milioni, Kaminski verso la Premier: il mercato senza confini·L’oro risplende dopo l’accordo USA-Iran: tregua nel Golfo e speranze di disinflazione·Da semisconosciuto a idolo social: Vozinha, il portiere di Capo Verde che ha fermato la Spagna·Il treno per l’AIFA supera il milione di passeggeri, la Svezia taglia le tariffe·L’intelligenza che l’ego non può fingere: ascolto, errori e relazioni vere·India oscura Telegram per salvare gli esami: la crociata anti-frode scuote il sistema educativo·L'intesa Iran-USA accende la speranza in Libano: Aoun e Berri ringraziano Teheran·L'artista anti-Putin ucciso in Polonia: un'esecuzione che allarma l'Europa·Wolfsburg punta 13,5 milioni, Kaminski verso la Premier: il mercato senza confini·L’oro risplende dopo l’accordo USA-Iran: tregua nel Golfo e speranze di disinflazione·Da semisconosciuto a idolo social: Vozinha, il portiere di Capo Verde che ha fermato la Spagna·Il treno per l’AIFA supera il milione di passeggeri, la Svezia taglia le tariffe·L’intelligenza che l’ego non può fingere: ascolto, errori e relazioni vere·India oscura Telegram per salvare gli esami: la crociata anti-frode scuote il sistema educativo·L'intesa Iran-USA accende la speranza in Libano: Aoun e Berri ringraziano Teheran·L'artista anti-Putin ucciso in Polonia: un'esecuzione che allarma l'Europa·
Agg. 02:025 lingue · 12 testate
12 testate|5 lingue|4 min lettura
lunedì 15 giugno 2026

Trump vede spiragli per l’Ucraina, Zelensky sfida Putin a incontrarlo negli Stati Uniti

Al G7 di Évian il presidente americano annuncia colloqui con entrambi i leader, mentre Kiev propone un vertice a Washington per superare i rifiuti del Cremlino.

Il vertice del G7 sulle rive del lago Lemano si è aperto con un annuncio che ha spostato d’improvviso il baricentro della diplomazia mondiale. Donald Trump, incontrando Emmanuel Macron prima dell’inizio dei lavori a Évian-les-Bains, ha rivelato di aver avuto domenica «ottime conversazioni» con Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, e ha lasciato intendere che entrambi i leader siano «aperti» a un accordo per porre fine a una guerra che, ha ricordato con crudezza, costa venticinquemila vite al mese, in gran parte soldati. L’ottimismo del presidente americano, pur misurato da un prudente «forse possiamo fare qualcosa», arriva subito dopo la conclusione dell’intesa preliminare con l’Iran, un altro dossier che ha dominato i colloqui della vigilia, e segnala la volontà della Casa Bianca di incassare un secondo successo negoziale in rapida successione.

A rendere concreta la prospettiva è stata però la mossa di Kiev. Zelensky ha confermato di aver proposto a Trump un formato inedito: un incontro a tre negli Stati Uniti, sul terreno del presidente americano, per rendere «molto più difficile a Putin rifiutare, almeno di fronte al presidente Trump». Il leader ucraino ha ricordato i tentativi precedenti – un faccia a faccia in qualsiasi luogo capace di produrre decisioni reali, un invito a discutere a margine del G7 con la partecipazione delle democrazie occidentali – e ha sottolineato che il Cremlino ha sempre risposto con un secco rifiuto. L’idea di portare il negoziato a Washington, discussa anche con la Francia, rappresenta dunque un rilancio che punta a mettere Putin con le spalle al muro diplomatico, sfruttando la relazione personale che Trump rivendica con entrambi i contendenti.

La cronaca della giornata, tuttavia, ha ricordato quanto il terreno resti incandescente. Nelle stesse ore in cui Zelensky parlava da un monastero storico di Kiev danneggiato da un attacco notturno, almeno dieci civili perdevano la vita in raid russi sulla capitale e su Kharkiv, nel nord-est del Paese. Il conflitto, giunto ormai a quattro anni e mezzo, ha visto nelle ultime settimane un’intensificazione degli attacchi ucraini in profondità sul territorio russo, con droni che colpiscono regolarmente raffinerie e impianti petroliferi, ridisegnando una dinamica sul campo molto diversa da quella dei mesi in cui Trump sollecitava Kiev ad accettare le condizioni di Mosca.

Secondo analisti europei, la disponibilità americana a farsi teatro del negoziato cambia la geometria della mediazione. Finora il G7 francese era apparso come la sede naturale per un riavvicinamento, ma il rifiuto opposto da Putin ha spinto Zelensky a cercare una via che coinvolga direttamente la potenza indispensabile a qualsiasi garanzia di sicurezza futura per l’Ucraina. Da Bruxelles si osserva che l’Italia e gli altri partner europei, pur sostenendo con forza la resistenza ucraina, vedrebbero con favore un cessate il fuoco che allenti la pressione energetica e migratoria sul continente, ma restano vigili sul rischio di un accordo che congeli l’occupazione russa senza vere tutele per Kiev. L’ottica di Pechino, attenta a non esporsi, interpreta l’iniziativa come un test della capacità americana di dettare i tempi della de-escalation globale, mentre da Mosca filtra solo il silenzio ufficiale, rotto dalle conferme indirette dei media indipendenti russi sul rifiuto opposto dal Cremlino a ogni precedente invito.

La partita ora si gioca sulla risposta di Putin all’offerta di un vertice in territorio americano. Zelensky ha avvertito: «Se la Russia rifiuterà anche questa opportunità, saranno necessarie ulteriori pressioni». Il messaggio è rivolto tanto a Trump quanto agli alleati del G7, chiamati a trasformare lo spiraglio in un percorso vincolante. La diplomazia del presidente americano, che ama muoversi per annunci e colpi di scena, si trova davanti al suo banco di prova più delicato: dimostrare che l’arte dell’accordo può funzionare anche quando la posta in gioco non è solo il nucleare iraniano, ma l’architettura di sicurezza di un intero continente.

Divergenza delle fonti

Geopolitica · 12 testate · 5 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale100%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 5 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa del Golfo arabo
Stampa europea continentale/ mediterranea
scetticismopragmatismo

Trump ha dichiarato che Putin e Zelensky sono aperti a un accordo, ma Zelensky ha sottolineato i precedenti rifiuti di Putin e ha proposto un vertice negli Stati Uniti per rendere più difficile un nuovo no. L'ottimismo di Trump viene accolto con cautela, mentre si ricordano le 25.000 perdite mensili tra i soldati.

Stampa del Golfo arabo
distaccopragmatismo

Zelensky ha offerto di incontrare Putin negli Stati Uniti durante un colloquio con Trump, sostenendo che una sede americana renderebbe più difficile un rifiuto. Trump ha riferito di conversazioni positive con entrambi i leader.

Questa notizia è apparsa su

12 testate · 5 lingue

Articoli correlati

Salute e Scienza

Terremoto di magnitudo 6.7 scuote Sulawesi: danni e panico, ma nessuna vittima

9 lingue · 23 testate

Sport

Spagna, debutto shock: Capo Verde scrive la storia con uno 0-0 da favola

6 lingue · 30 testate

Economia

Bank of Japan, tassi all’1%: una svolta attesa da trent’anni

9 lingue · 20 testate

Leggi di più