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Sportlunedì 15 giugno 2026

Il gol rifiutato e la doppietta: Ayari eroe della Svezia che travolge la Tunisia 5-1

La Svezia domina all'esordio nel Gruppo F con una prestazione corale, mentre il gesto di rispetto del centrocampista di origini tunisine commuove il pubblico di Monterrey.

L’esordio svedese ai Mondiali 2026 ha messo subito in chiaro una cosa: la squadra di Graham Potter non è in Messico per fare da comparsa. Il 5-1 inflitto alla Tunisia a Monterrey, nella notte italiana tra domenica e lunedì, ha mostrato un attacco feroce e una qualità tecnica che ha travolto una difesa africana giunta al torneo senza aver subito reti nelle qualificazioni. A firmare la serata è stato Yasin Ayari, centrocampista del Brighton autore di una doppietta e di un gesto che ha cancellato per un istante la logica del tifo: dopo il primo gol, un siluro da fuori area al settimo minuto, il ventiduenne ha alzato le mani in segno di scusa senza esultare. Suo padre è nato in Tunisia, sua madre in Marocco; la federcalcio tunisina aveva cercato di convincerlo a vestire la maglia delle Aquile di Cartagine, ma Ayari ha scelto la Svezia, il Paese che lo ha cresciuto calcisticamente. Celebrare contro la terra del padre, hanno spiegato i media europei e nordafricani, sarebbe stato un tradimento delle radici.

Il copione tattico ha confermato le attese degli analisti di Bruxelles e Londra, che indicavano la Svezia come possibile sorpresa del torneo. Alexander Isak, finalmente libero dagli infortuni che ne hanno segnato la prima stagione al Liverpool, ha trafitto il portiere Chamakh con un diagonale chirurgico, imbeccato da un Viktor Gyökeres prezioso nel gioco sporco e nella rifinitura. I due attaccanti di Premier League hanno disegnato triangoli velenosi, mostrando un’intesa da club che in Nazionale è spesso una chimera. La Tunisia, sostenuta dalla calorosa comunità maghrebina sugli spalti, aveva riaperto la partita con un colpo di testa di Omar Rekik allo scadere del primo tempo, ma l’errore difensivo del capitano Ellyes Skhiri a inizio ripresa ha spalancato la porta al terzo gol svedese, spegnendo ogni velleità di rimonta.

La stampa messicana ha sottolineato il significato simbolico del primo gol iridato ospitato dallo Stadio BBVA, impianto abituato ai fasti del Rayados ma mai prima d’ora teatro di una marcatura in una fase finale di Coppa del Mondo. L’evento ha assunto immediatamente una dimensione umana, con l’immagine di Ayari inginocchiato che ha fatto il giro del mondo. Per i commentatori del Maghreb, la sconfitta tunisina – aggravata da un autogol e da un’espulsione sfiorata – rappresenta un campanello d’allarme per un calcio africano che fatica a tenere il passo con l’Europa settentrionale sul piano dell’intensità e della tenuta mentale. Non è passata inosservata la scelta di Ayari: un gesto che, nell’ottica di Tunisi, suona come un rimpianto, il talento che poteva essere loro e invece li ha puniti.

La Svezia si issa così in vetta al Gruppo F, approfittando del pareggio tra Giappone e Olanda. Con la prossima sfida contro il Giappone, la banda di Potter ha l’occasione di ipotecare la qualificazione. Gli osservatori italiani, pur concentrati sul cammino degli Azzurri, guardano con interesse a questo gruppo: lo sviluppo di Isak e Gyökeres, entrambi nel mirino dei top club europei, potrebbe ridefinire gli equilibri del mercato estivo. Ayari, intanto, è già il capocannoniere provvisorio del torneo. Il ragazzo che non ha voluto festeggiare un gol sta imparando che nel calcio, come nella vita, le radici non si tagliano, ma possono convivere con il futuro che si è scelto.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Il gesto di rispetto di Ayari, che non ha esultato dopo il gol alla Tunisia, viene celebrato come simbolo del match, più significativo del punteggio finale. La stampa sottolinea l'identità culturale e la connessione emotiva, trasformando una goleada in una storia umana che supera il puro agonismo.

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La Svezia ha smantellato clinicamente la Tunisia, infliggendo un'umiliante sconfitta per 5-1 e prendendo subito il controllo del girone. La storia è quella di un'efficienza spietata, e il gesto di Ayari rimane una nota a margine del crollo.

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