
Paraguay elimina la Germania ai rigori: prima sconfitta mondiale dal dischetto per i tedeschi
Dopo l'1-1 nei 120 minuti, la Albirroja vince 4-3 la lotteria dei penalty grazie alle parate di Gill e al gol decisivo di Canale, condannando i quattro volte campioni a un'altra uscita precoce.
Quando José Canale ha incrociato il destro sotto la traversa, beffando Manuel Neuer, si è consumata una delle notti più sorprendenti del Mondiale 2026. Paraguay ha eliminato la Germania ai calci di rigore – 4-3 dopo l'1-1 dei tempi supplementari – infliggendo ai tedeschi la prima sconfitta della loro storia in una lotteria dal dischetto in Coppa del Mondo. Orlando Gill, portiere paraguaiano, aveva già ipnotizzato Kai Havertz e Nick Woltemade, mentre Jonathan Tah calciava alle stelle il sesto tentativo tedesco, spalancando la porta alla festa sudamericana.
La partita aveva preso una piega inattesa già al 42’, quando Julio Enciso, di testa su cross di Matías Galarza, aveva portato in vantaggio la squadra di Gustavo Alfaro. La Germania, padrona del possesso (75% a fine gara) ma sterile nella costruzione, ha pareggiato al 54’ con un colpo di testa di Havertz su invito di Florian Wirtz. Poi ha spinto fino all'assedio, trovando però un muro difensivo e un Gill insuperabile. Al 102’ Jonathan Tah aveva insaccato di testa il gol del possibile 2-1, ma il VAR ha annullato per una spinta di Waldemar Anton sul portiere: una decisione che ha scatenato le ire della panchina tedesca e che, secondo l'analisi di molti commentatori europei, tra cui l'ex tecnico del Liverpool Jürgen Klopp, ha riaperto il dibattito sull'uso della tecnologia.
«Pare che se non soffriamo, non valga», ha commentato Alfaro, il cui Paraguay – numero 41 del ranking FIFA – aveva già resistito a un forcing asfissiante, chiudendo ogni spazio e ripartendo con il contagocce. La stampa tedesca, da Bild a Welt, ha parlato di «fallimento imbarazzante» e ha puntato il dito contro le scelte del ct Julian Nagelsmann, reo di non aver saputo scardinare una difesa arroccata e di aver gestito male la sequenza dei rigoristi. Per la Germania, campione nel 2014, si allunga la maledizione: dopo le eliminazioni ai gironi del 2018 e del 2022, esce ai sedicesimi, senza più l'aura di squadra imbattibile dal dischetto che l'aveva accompagnata per quattro edizioni.
Paraguay, che non aveva mai segnato in una partita a eliminazione diretta, adesso attende la vincente di Francia-Svezia a Filadelfia. Per i sudamericani è la seconda qualificazione agli ottavi della loro storia, dopo quella del 2010 chiusa ai quarti contro la Spagna. La Germania, invece, torna a casa con l'ennesimo bilancio amaro e con la consapevolezza che il progetto Nagelsmann, nonostante il 7-1 rifilato a Curaçao nella fase a gironi, non è riuscito a restituire alla Mannschaft la solidità dei tempi migliori.
| Stampa latinoamericana | +0.80 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.50 | critical |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
Il Paraguay si erge a simbolo della resilienza latinoamericana, umiliando una potenza europea in declino.
La narrazione enfatizza l'identità nazionale e la rivalsa storica, trasformando una partita in un evento epico di riscatto collettivo.
La Germania si trova in un vicolo cieco: la sconfitta è solo il sintomo di un malessere profondo e sistemico.
Il racconto adotta un tono distaccato ma critico, utilizzando dati e precedenti per inquadrare l'evento come parte di un declino strutturale piuttosto che come un incidente isolato.
Il risultato è un dato di fatto: Paraguay vince, Germania perde, senza ulteriori interpretazioni.
La narrazione evita qualsiasi giudizio o contestualizzazione, presentando l'evento come una semplice notizia sportiva priva di significati più ampi.
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