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Geopoliticasabato 13 giugno 2026

Libano, Israele torna a colpire il sud: raid e scontri minano la fragile tregua

Nuovi bombardamenti israeliani dopo l’ordine di evacuazione per venti località, mentre Hezbollah ingaggia le truppe e un convoglio vaticano viene bloccato.

L’ennesima escalation è scattata all’alba di sabato, quando l’aviazione israeliana ha colpito diversi villaggi del Libano meridionale – tra cui Rihan e Sujud, nei pressi di Nabatieh – subito dopo aver diffuso un avviso di evacuazione per venti località dei distretti di Nabatieh e Jezzine. Il portavoce militare in lingua araba aveva intimato ai residenti di «spostarsi immediatamente a nord del fiume Zahrani», a circa quarantacinque chilometri dal confine, confermando che tutte le aree a sud del corso d’acqua sono considerate «zone di combattimento» dalla scorsa primavera. La mossa, giustificata da Israele con «ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah», è stata accompagnata dall’intercettazione di un «oggetto aereo sospetto» proveniente dal Libano.

Parallelamente, il Partito di Dio ha rivendicato di aver affrontato le forze israeliane in avanzata verso Majdal Zoun, a circa cinque chilometri dal lato occidentale della Linea Blu. Secondo fonti libanesi, i miliziani avrebbero bersagliato la colonna con raffiche di razzi giovedì sera, costringendola a ripiegare, per poi ingaggiare un nuovo scontro a fuoco con armi leggere e medie il giorno successivo. Dal punto di vista israeliano, si tratta di un’operazione mirata a degradare le capacità militari del movimento sciita, che non è formalmente vincolato dall’intesa di tregua raggiunta in aprile fra Beirut e Tel Aviv – accordo di cui Hezbollah non è parte e che l’esercito libanese, rimasto estraneo ai combattimenti, fatica a far rispettare.

In questo clima di tensione si inserisce un episodio destinato a sollevare interrogativi sul rispetto del diritto umanitario: un convoglio di aiuti organizzato dall’inviato del Vaticano in Libano, diretto verso villaggi a maggioranza cristiana nel sud, è stato fermato nei pressi di Debl da carri armati israeliani e costretto a cambiare percorso. Un membro del convoglio ha raccontato all’agenzia France-Presse di essersi trovato «faccia a faccia con diversi tank», mentre colpi di mitragliatrice e di cannone esplodevano verso posizioni retrostanti non identificate, seminando il panico. Molti abitanti di quei borghi, pur vivendo in prima linea, hanno scelto di non abbandonare le case, rendendo ancora più delicata la missione umanitaria.

Agli occhi degli analisti europei, e in particolare italiani, il precipitare degli eventi riaccende i timori per la stabilità di un’area già presidiata dal contingente Unifil, a cui Roma contribuisce in modo significativo. La dichiarazione unilaterale delle «zone di combattimento» a sud del Zahrani allarga di fatto il perimetro operativo israeliano, mentre Hezbollah continua a percepire la resistenza armata come unica garanzia di deterrenza. Bruxelles segue con apprensione il moltiplicarsi dei fronti: la Cisgiordania in ebollizione, Gaza ancora sotto shock e ora il Libano che rischia di scivolare verso una nuova guerra per procura. Senza un meccanismo di verifica credibile e un coinvolgimento politico che includa tutti gli attori, la tregua resterà un fragile velo destinato a lacerarsi a ogni schermaglia, con conseguenze dirette sulla sicurezza mediterranea e sui flussi migratori verso l’Europa.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

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Stampa europea continentaleStampa russa e CSI
Stampa europea continentale
allarmescetticismo

L'esercito israeliano ha annunciato raid nel sud del Libano, accusando Hezbollah di ripetute violazioni del cessate il fuoco. La popolazione di una ventina di località è stata invitata a evacuare immediatamente verso nord. Nonostante i segnali di un possibile accordo di pace più ampio, le ostilità riprendono, mettendo a rischio la tregua.

Stampa russa e CSI/ stato
distaccopragmatismo

Le forze israeliane hanno colpito nuovamente il sud del Libano dopo aver emesso avvisi di evacuazione per 20 località. I residenti sono stati invitati a spostarsi immediatamente a nord del fiume Zahrani. Gli attacchi hanno preso di mira le zone indicate nell'avviso, compresi villaggi vicino a Nabatieh.

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sabato 13 giugno 2026

Libano, Israele torna a colpire il sud: raid e scontri minano la fragile tregua

Nuovi bombardamenti israeliani dopo l’ordine di evacuazione per venti località, mentre Hezbollah ingaggia le truppe e un convoglio vaticano viene bloccato.

L’ennesima escalation è scattata all’alba di sabato, quando l’aviazione israeliana ha colpito diversi villaggi del Libano meridionale – tra cui Rihan e Sujud, nei pressi di Nabatieh – subito dopo aver diffuso un avviso di evacuazione per venti località dei distretti di Nabatieh e Jezzine. Il portavoce militare in lingua araba aveva intimato ai residenti di «spostarsi immediatamente a nord del fiume Zahrani», a circa quarantacinque chilometri dal confine, confermando che tutte le aree a sud del corso d’acqua sono considerate «zone di combattimento» dalla scorsa primavera. La mossa, giustificata da Israele con «ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah», è stata accompagnata dall’intercettazione di un «oggetto aereo sospetto» proveniente dal Libano.

Parallelamente, il Partito di Dio ha rivendicato di aver affrontato le forze israeliane in avanzata verso Majdal Zoun, a circa cinque chilometri dal lato occidentale della Linea Blu. Secondo fonti libanesi, i miliziani avrebbero bersagliato la colonna con raffiche di razzi giovedì sera, costringendola a ripiegare, per poi ingaggiare un nuovo scontro a fuoco con armi leggere e medie il giorno successivo. Dal punto di vista israeliano, si tratta di un’operazione mirata a degradare le capacità militari del movimento sciita, che non è formalmente vincolato dall’intesa di tregua raggiunta in aprile fra Beirut e Tel Aviv – accordo di cui Hezbollah non è parte e che l’esercito libanese, rimasto estraneo ai combattimenti, fatica a far rispettare.

In questo clima di tensione si inserisce un episodio destinato a sollevare interrogativi sul rispetto del diritto umanitario: un convoglio di aiuti organizzato dall’inviato del Vaticano in Libano, diretto verso villaggi a maggioranza cristiana nel sud, è stato fermato nei pressi di Debl da carri armati israeliani e costretto a cambiare percorso. Un membro del convoglio ha raccontato all’agenzia France-Presse di essersi trovato «faccia a faccia con diversi tank», mentre colpi di mitragliatrice e di cannone esplodevano verso posizioni retrostanti non identificate, seminando il panico. Molti abitanti di quei borghi, pur vivendo in prima linea, hanno scelto di non abbandonare le case, rendendo ancora più delicata la missione umanitaria.

Agli occhi degli analisti europei, e in particolare italiani, il precipitare degli eventi riaccende i timori per la stabilità di un’area già presidiata dal contingente Unifil, a cui Roma contribuisce in modo significativo. La dichiarazione unilaterale delle «zone di combattimento» a sud del Zahrani allarga di fatto il perimetro operativo israeliano, mentre Hezbollah continua a percepire la resistenza armata come unica garanzia di deterrenza. Bruxelles segue con apprensione il moltiplicarsi dei fronti: la Cisgiordania in ebollizione, Gaza ancora sotto shock e ora il Libano che rischia di scivolare verso una nuova guerra per procura. Senza un meccanismo di verifica credibile e un coinvolgimento politico che includa tutti gli attori, la tregua resterà un fragile velo destinato a lacerarsi a ogni schermaglia, con conseguenze dirette sulla sicurezza mediterranea e sui flussi migratori verso l’Europa.

Divergenza delle fonti

Geopolitica · 3 testate · 3 lingue

47%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale63%
Critico37%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa russa e CSI
Stampa europea continentale
allarmescetticismo

L'esercito israeliano ha annunciato raid nel sud del Libano, accusando Hezbollah di ripetute violazioni del cessate il fuoco. La popolazione di una ventina di località è stata invitata a evacuare immediatamente verso nord. Nonostante i segnali di un possibile accordo di pace più ampio, le ostilità riprendono, mettendo a rischio la tregua.

Stampa russa e CSI/ stato
distaccopragmatismo

Le forze israeliane hanno colpito nuovamente il sud del Libano dopo aver emesso avvisi di evacuazione per 20 località. I residenti sono stati invitati a spostarsi immediatamente a nord del fiume Zahrani. Gli attacchi hanno preso di mira le zone indicate nell'avviso, compresi villaggi vicino a Nabatieh.

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