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Crimini & Disastrisabato 27 giugno 2026

Neonato di 18 giorni estratto vivo dopo 32 ore sotto le macerie in Venezuela

A La Guaira, la città più colpita dal doppio sisma di magnitudo 7.2 e 7.5, i soccorritori hanno riportato alla luce un bambino e altri superstiti, mentre il bilancio provvisorio supera i 920 morti.

Un neonato di diciotto giorni è stato tratto in salvo nella notte di venerdì dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira, sulla costa settentrionale del Venezuela, trentadue ore dopo i due terremoti che mercoledì hanno devastato la regione. Le immagini, diffuse dall’agenzia France Presse e rilanciate dai media internazionali, mostrano i soccorritori passarsi il piccolo avvolto in una coperta, tra gli applausi, prima di pulirlo delicatamente. Secondo quanto riferito da chi ha pubblicato il video, la madre è stata recuperata circa un’ora più tardi e, da un letto d’ospedale, ha appreso che il bambino era illeso; fonti mediche locali ipotizzano che la donna lo abbia protetto con il proprio corpo durante il crollo.

Nelle stesse ore, altre operazioni hanno restituito alla vita una quindicenne e il suo cane, rimasti intrappolati per oltre cinquanta ore al nono piano di un palazzo a Playa Grande, e un bambino di quattro anni estratto con i genitori dopo quasi ventisei ore. Un parto d’emergenza è stato assistito da una volontaria subito dopo il salvataggio di una donna incinta, sempre nello stato di La Guaira, in assenza di strutture ospedaliere agibili. Le autorità venezuelane hanno parlato di «miracolo», mentre i soccorritori descrivono condizioni di lavoro estreme su cumuli di sabbia e cemento.

Il bilancio ufficiale, diffuso dal governo nella giornata di venerdì, conta almeno 920 morti, 3.360 feriti e 172 persone ancora sotto le macerie; alcune fonti giornalistiche sudamericane riportano tuttavia la cifra di 50.000 dispersi, non confermata dalle autorità. La prefettura di La Guaira ha limitato l’accesso all’area e ne ha disposto la militarizzazione, mentre si registrano oltre trecento repliche. I sismi, di magnitudo 7.2 e 7.5, sono stati avvertiti fino in Colombia e rappresentano l’evento tellurico più grave in Venezuela dal 1997.

Sul fronte internazionale, un contingente italiano della Protezione Civile ha raggiunto La Guaira via terra, affiancandosi a squadre di soccorso europee e latinoamericane. Un secondo velivolo dell’Aeronautica Militare italiana è decollato con ulteriori unità specializzate dei vigili del fuoco, in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri. Il Brasile ha inviato un ospedale da campo della Marina e purificatori d’acqua a energia solare, mentre il governo di Caracas ha accolto aiuti da più paesi. Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono senza sosta, e le cifre delle vittime restano provvisorie.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Un neonato di 18 giorni è stato estratto vivo dopo 32 ore sotto le macerie di un edificio crollato a La Guaira, in Venezuela. Le operazioni di soccorso, concluse tra gli applausi, hanno permesso di salvare anche la madre. L'evento viene descritto come un miracolo che ha commosso profondamente la comunità locale.

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Nel mezzo di una tragedia con oltre 900 morti, un neonato di 18 giorni è stato salvato vivo dopo 32 ore dalle macerie in Venezuela. Le immagini del salvataggio, diffuse via social, mostrano il momento emozionante tra gli applausi dei soccorritori. La storia porta un barlume di speranza in uno scenario di devastazione.

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sabato 27 giugno 2026

Neonato di 18 giorni estratto vivo dopo 32 ore sotto le macerie in Venezuela

A La Guaira, la città più colpita dal doppio sisma di magnitudo 7.2 e 7.5, i soccorritori hanno riportato alla luce un bambino e altri superstiti, mentre il bilancio provvisorio supera i 920 morti.

Un neonato di diciotto giorni è stato tratto in salvo nella notte di venerdì dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira, sulla costa settentrionale del Venezuela, trentadue ore dopo i due terremoti che mercoledì hanno devastato la regione. Le immagini, diffuse dall’agenzia France Presse e rilanciate dai media internazionali, mostrano i soccorritori passarsi il piccolo avvolto in una coperta, tra gli applausi, prima di pulirlo delicatamente. Secondo quanto riferito da chi ha pubblicato il video, la madre è stata recuperata circa un’ora più tardi e, da un letto d’ospedale, ha appreso che il bambino era illeso; fonti mediche locali ipotizzano che la donna lo abbia protetto con il proprio corpo durante il crollo.

Nelle stesse ore, altre operazioni hanno restituito alla vita una quindicenne e il suo cane, rimasti intrappolati per oltre cinquanta ore al nono piano di un palazzo a Playa Grande, e un bambino di quattro anni estratto con i genitori dopo quasi ventisei ore. Un parto d’emergenza è stato assistito da una volontaria subito dopo il salvataggio di una donna incinta, sempre nello stato di La Guaira, in assenza di strutture ospedaliere agibili. Le autorità venezuelane hanno parlato di «miracolo», mentre i soccorritori descrivono condizioni di lavoro estreme su cumuli di sabbia e cemento.

Il bilancio ufficiale, diffuso dal governo nella giornata di venerdì, conta almeno 920 morti, 3.360 feriti e 172 persone ancora sotto le macerie; alcune fonti giornalistiche sudamericane riportano tuttavia la cifra di 50.000 dispersi, non confermata dalle autorità. La prefettura di La Guaira ha limitato l’accesso all’area e ne ha disposto la militarizzazione, mentre si registrano oltre trecento repliche. I sismi, di magnitudo 7.2 e 7.5, sono stati avvertiti fino in Colombia e rappresentano l’evento tellurico più grave in Venezuela dal 1997.

Sul fronte internazionale, un contingente italiano della Protezione Civile ha raggiunto La Guaira via terra, affiancandosi a squadre di soccorso europee e latinoamericane. Un secondo velivolo dell’Aeronautica Militare italiana è decollato con ulteriori unità specializzate dei vigili del fuoco, in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri. Il Brasile ha inviato un ospedale da campo della Marina e purificatori d’acqua a energia solare, mentre il governo di Caracas ha accolto aiuti da più paesi. Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono senza sosta, e le cifre delle vittime restano provvisorie.

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Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

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Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Un neonato di 18 giorni è stato estratto vivo dopo 32 ore sotto le macerie di un edificio crollato a La Guaira, in Venezuela. Le operazioni di soccorso, concluse tra gli applausi, hanno permesso di salvare anche la madre. L'evento viene descritto come un miracolo che ha commosso profondamente la comunità locale.

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Nel mezzo di una tragedia con oltre 900 morti, un neonato di 18 giorni è stato salvato vivo dopo 32 ore dalle macerie in Venezuela. Le immagini del salvataggio, diffuse via social, mostrano il momento emozionante tra gli applausi dei soccorritori. La storia porta un barlume di speranza in uno scenario di devastazione.

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