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La cattedrale di Kiev in fiamme: raid russo massiccio, Mosca nega e incolpa i missili Patriot

Nella notte, 70 missili e 611 droni russi hanno colpito l’Ucraina, uccidendo almeno 11 persone e incendiando lo storico monastero delle Grotte, patrimonio Unesco; la Russia sostiene che il danno sia stato causato da un missile di difesa ucraino.

Un attacco aereo di proporzioni inedite da settimane ha squarciato la notte di Kiev, facendo divampare le fiamme sulla cattedrale della Dormizione, cuore del millenario monastero delle Grotte (Kyiv Pechersk Lavra), patrimonio mondiale dell’Unesco e simbolo dell’identità ortodossa dell’Europa orientale. L’aeronautica ucraina ha contato 70 missili e 611 droni lanciati dalla Russia, in gran parte abbattuti dalla difesa antiaerea, ma abbastanza da uccidere almeno undici civili – quattro nella capitale, cinque soccorritori a Kharkiv colpiti da un micidiale “doppio attacco” – e da ferirne oltre cinquanta. Mentre i vigili del fuoco lottavano contro il rogo che ha divorato il tetto e squarciato la facciata dell’edificio dell’XI secolo, il vescovo Avraamii coordinava l’evacuazione d’emergenza di icone e reliquie antiche, in una scena che ha evocato, per il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, «l’equivalente del bombardamento di Notre-Dame».

Da Mosca è giunta però una ricostruzione radicalmente opposta: il ministero della Difesa russo ha negato di aver colpito il sito religioso, sostenendo che il complesso è stato danneggiato da un missile del sistema Patriot americano in dotazione a Kiev, forse malfunzionante perché «scaduto». La Russia rivendica di aver condotto un «attacco massiccio» esclusivamente contro infrastrutture militari a Kiev, Kharkiv e Dnipro, e accusa l’Occidente di fornire armamenti inaffidabili. Una versione che ha trovato immediata condanna nei governi europei: il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha parlato di un gesto «di eccezionale gravità» che dimostra l’assenza di volontà negoziale del Cremlino, mentre da Bruxelles si moltiplicano gli appelli a rafforzare la difesa aerea ucraina.

L’ondata di violenza è esplosa poche ore dopo le conversazioni telefoniche tra Donald Trump e Vladimir Putin, e tra Trump e Volodymyr Zelensky, e alla vigilia del vertice del G7 in Francia, dove la guerra in Ucraina rischia di essere oscurata dall’accordo tra Stati Uniti e Iran che sta aprendo una via diplomatica in Medio Oriente. Non è un dettaglio marginale: mentre una regione incancrenita da decenni di conflitto intravede uno spiraglio di pace, l’Europa orientale sprofonda in una spirale di escalation che colpisce deliberatamente – o comunque coinvolge – i simboli culturali e spirituali di una nazione. Sul fronte opposto, droni ucraini hanno ucciso tre civili nella regione russa di Tula, a sud di Mosca, a riprova di un conflitto sempre più simmetrico nella sua capacità di portare la morte lontano dalla linea del fronte.

L’incendio della Lavra delle Grotte segna uno spartiacque narrativo e diplomatico. Per Kiev e i suoi alleati, il danno a un sito che appartiene all’umanità intera è la prova di una guerra condotta senza regole, e il presidente Zelensky l’ha definita «uno dei più grandi crimini russi contro la cultura cristiana». Per il Cremlino, è l’occasione per alimentare il sospetto su un errore fratricida della difesa ucraina e sulla qualità delle armi occidentali. In questo scontro di verità, il G7 sarà chiamato a una «risposta decisiva e sostanziale», come ha chiesto Zelensky, mentre l’Italia e l’Europa dovranno decidere fino a che punto spingersi nel sostegno militare senza chiudere definitivamente la porta a un negoziato che, al momento, appare più lontano che mai.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa europea continentale/ mediterranea
indignazioneallarme

La Russia ha sferrato un attacco massiccio e brutale su Kiev e Kharkiv, colpendo deliberatamente la storica Cattedrale della Dormizione nel complesso monastico patrimonio UNESCO, un atto di crudeltà paragonabile al bombardamento di Notre-Dame. L’offensiva è avvenuta mentre l’Ucraina porta avanti i negoziati di adesione all’UE, sottolineando la barbarie di Mosca e il suo disprezzo per il patrimonio culturale. A Kharkiv, un attacco a doppio colpo ha ucciso soccorritori civili, mentre il Cremlino cerca implausibilmente di attribuire l’incendio della cattedrale a un missile antiaereo ucraino.

Stampa del Golfo arabo
distaccopragmatismo

Durante la notte entrambe le parti si sono scambiate colpi letali: un drone ucraino ha colpito un quartiere residenziale di Tula, in Russia, uccidendo tre civili e ferendo un bambino, mentre massicci attacchi russi con missili e droni su città ucraine hanno causato nove morti. La spirale offensiva evidenzia il pesante costo della guerra a distanza sui civili in entrambi i fronti, con ciascuna capitale che accusa l’altra di prendere di mira obiettivi non militari.

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domenica 14 giugno 2026

La cattedrale di Kiev in fiamme: raid russo massiccio, Mosca nega e incolpa i missili Patriot

Nella notte, 70 missili e 611 droni russi hanno colpito l’Ucraina, uccidendo almeno 11 persone e incendiando lo storico monastero delle Grotte, patrimonio Unesco; la Russia sostiene che il danno sia stato causato da un missile di difesa ucraino.

Un attacco aereo di proporzioni inedite da settimane ha squarciato la notte di Kiev, facendo divampare le fiamme sulla cattedrale della Dormizione, cuore del millenario monastero delle Grotte (Kyiv Pechersk Lavra), patrimonio mondiale dell’Unesco e simbolo dell’identità ortodossa dell’Europa orientale. L’aeronautica ucraina ha contato 70 missili e 611 droni lanciati dalla Russia, in gran parte abbattuti dalla difesa antiaerea, ma abbastanza da uccidere almeno undici civili – quattro nella capitale, cinque soccorritori a Kharkiv colpiti da un micidiale “doppio attacco” – e da ferirne oltre cinquanta. Mentre i vigili del fuoco lottavano contro il rogo che ha divorato il tetto e squarciato la facciata dell’edificio dell’XI secolo, il vescovo Avraamii coordinava l’evacuazione d’emergenza di icone e reliquie antiche, in una scena che ha evocato, per il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, «l’equivalente del bombardamento di Notre-Dame».

Da Mosca è giunta però una ricostruzione radicalmente opposta: il ministero della Difesa russo ha negato di aver colpito il sito religioso, sostenendo che il complesso è stato danneggiato da un missile del sistema Patriot americano in dotazione a Kiev, forse malfunzionante perché «scaduto». La Russia rivendica di aver condotto un «attacco massiccio» esclusivamente contro infrastrutture militari a Kiev, Kharkiv e Dnipro, e accusa l’Occidente di fornire armamenti inaffidabili. Una versione che ha trovato immediata condanna nei governi europei: il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha parlato di un gesto «di eccezionale gravità» che dimostra l’assenza di volontà negoziale del Cremlino, mentre da Bruxelles si moltiplicano gli appelli a rafforzare la difesa aerea ucraina.

L’ondata di violenza è esplosa poche ore dopo le conversazioni telefoniche tra Donald Trump e Vladimir Putin, e tra Trump e Volodymyr Zelensky, e alla vigilia del vertice del G7 in Francia, dove la guerra in Ucraina rischia di essere oscurata dall’accordo tra Stati Uniti e Iran che sta aprendo una via diplomatica in Medio Oriente. Non è un dettaglio marginale: mentre una regione incancrenita da decenni di conflitto intravede uno spiraglio di pace, l’Europa orientale sprofonda in una spirale di escalation che colpisce deliberatamente – o comunque coinvolge – i simboli culturali e spirituali di una nazione. Sul fronte opposto, droni ucraini hanno ucciso tre civili nella regione russa di Tula, a sud di Mosca, a riprova di un conflitto sempre più simmetrico nella sua capacità di portare la morte lontano dalla linea del fronte.

L’incendio della Lavra delle Grotte segna uno spartiacque narrativo e diplomatico. Per Kiev e i suoi alleati, il danno a un sito che appartiene all’umanità intera è la prova di una guerra condotta senza regole, e il presidente Zelensky l’ha definita «uno dei più grandi crimini russi contro la cultura cristiana». Per il Cremlino, è l’occasione per alimentare il sospetto su un errore fratricida della difesa ucraina e sulla qualità delle armi occidentali. In questo scontro di verità, il G7 sarà chiamato a una «risposta decisiva e sostanziale», come ha chiesto Zelensky, mentre l’Italia e l’Europa dovranno decidere fino a che punto spingersi nel sostegno militare senza chiudere definitivamente la porta a un negoziato che, al momento, appare più lontano che mai.

Divergenza delle fonti

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Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

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Come la stessa storia è raccontata altrove.

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indignazioneallarme

La Russia ha sferrato un attacco massiccio e brutale su Kiev e Kharkiv, colpendo deliberatamente la storica Cattedrale della Dormizione nel complesso monastico patrimonio UNESCO, un atto di crudeltà paragonabile al bombardamento di Notre-Dame. L’offensiva è avvenuta mentre l’Ucraina porta avanti i negoziati di adesione all’UE, sottolineando la barbarie di Mosca e il suo disprezzo per il patrimonio culturale. A Kharkiv, un attacco a doppio colpo ha ucciso soccorritori civili, mentre il Cremlino cerca implausibilmente di attribuire l’incendio della cattedrale a un missile antiaereo ucraino.

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Durante la notte entrambe le parti si sono scambiate colpi letali: un drone ucraino ha colpito un quartiere residenziale di Tula, in Russia, uccidendo tre civili e ferendo un bambino, mentre massicci attacchi russi con missili e droni su città ucraine hanno causato nove morti. La spirale offensiva evidenzia il pesante costo della guerra a distanza sui civili in entrambi i fronti, con ciascuna capitale che accusa l’altra di prendere di mira obiettivi non militari.

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