
Cattedrale in fiamme a Kiev: raid russo devasta il monastero dell’Unesco
Quattro morti a Kiev, cinque soccorritori uccisi a Kharkiv e la cattedrale della Dormizione in fiamme: la Russia accusa un missile Patriot ucraino per il danno al patrimonio Unesco.
Nella notte tra domenica e lunedì, la Russia ha sferrato uno dei più vasti attacchi aerei dall'inizio dell'anno contro l'Ucraina, lanciando – secondo l'aviazione di Kiev – 70 missili e 611 droni. Il bilancio è di almeno nove morti: quattro nella capitale, dove i bombardamenti hanno colpito diversi quartieri residenziali, e cinque soccorritori a Kharkiv, uccisi da un secondo raid mentre spegnevano gli incendi provocati dal primo, in una cinica applicazione della tattica del "doppio colpo". Il danno più simbolico è stato l'incendio che ha avvolto la Cattedrale della Dormizione all'interno del monastero delle Grotte di Kiev (Kyiv-Pechersk Lavra), gioiello millenario fondato nel 1051 e patrimonio mondiale dell'Unesco. Le fiamme hanno squarciato la facciata e distrutto parte del tetto, suscitando la condanna unanime delle autorità ucraine, che parlano di "crimine contro l'umanità e la storia".
Da Mosca, il ministero della Difesa ha respinto ogni addebito, sostenendo che le forze russe hanno colpito esclusivamente obiettivi militari a Kiev, Kharkiv e Dnipro, e che il monastero sarebbe stato danneggiato da un missile Patriot americano malfunzionante, forse a causa della scadenza dei componenti. È una linea narrativa già usata in passato per ribaltare la responsabilità sulle difese antiaeree ucraine e gettare ombre sugli armamenti occidentali. Fonti indipendenti non possono verificare le opposte versioni, ma diversi osservatori diplomatici rilevano come il Cremlino miri a delegittimare gli aiuti militari a Kyiv proprio mentre si intensificano i contatti per un possibile cessate il fuoco.
L'attacco è maturato in un momento politico di estrema delicatezza. Poche ore prima, il presidente americano Trump aveva avuto colloqui telefonici con Putin e con Zelensky, ribadendo la volontà di favorire la fine del conflitto; parallelamente, l'Unione Europea ha aperto i negoziati di adesione con Ucraina e Moldavia, tappa che Bruxelles considera irreversibile. Il bombardamento di un sito religioso così carico di significato — per i francesi, ha detto il ministro Barrot, "equivale al bombardamento di Notre-Dame" — suona come una sfida a ogni mediazione. Non meno grave, un attacco di droni ucraini su Tula, a sud di Mosca, ha ucciso tre persone, confermando che la guerra semina vittime su entrambi i fronti e che il confine è ormai poroso.
Per l'Italia e l'Europa, l'incendio della Lavra è un campanello d'allarme culturale e geopolitico. La distruzione di un bene Unesco richiama gli scempi di Palmira e Mosul e interroga la comunità internazionale sulla protezione del patrimonio in zone di guerra. Gli analisti di Bruxelles ritengono che Mosca punti a minare la coesione europea mentre l'Ucraina avanza verso l'integrazione comunitaria. Il vertice del G7 in Francia, imminente, offrirà la prima occasione per una risposta coordinata. Resta il dubbio se l'orrore per la cattedrale in fiamme possa accelerare una soluzione diplomatica o spinga a un nuovo ciclo di riarmo. Quel che è certo è che il conflitto, colpendo i simboli più sacri, sta radicalizzando un'intera generazione e ridisegnando la mappa della sicurezza del continente.
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La Russia ha sferrato un attacco massiccio e brutale su Kiev e Kharkiv, colpendo deliberatamente la storica Cattedrale della Dormizione nel complesso monastico patrimonio UNESCO, un atto di crudeltà paragonabile al bombardamento di Notre-Dame. L’offensiva è avvenuta mentre l’Ucraina porta avanti i negoziati di adesione all’UE, sottolineando la barbarie di Mosca e il suo disprezzo per il patrimonio culturale. A Kharkiv, un attacco a doppio colpo ha ucciso soccorritori civili, mentre il Cremlino cerca implausibilmente di attribuire l’incendio della cattedrale a un missile antiaereo ucraino.
Durante la notte entrambe le parti si sono scambiate colpi letali: un drone ucraino ha colpito un quartiere residenziale di Tula, in Russia, uccidendo tre civili e ferendo un bambino, mentre massicci attacchi russi con missili e droni su città ucraine hanno causato nove morti. La spirale offensiva evidenzia il pesante costo della guerra a distanza sui civili in entrambi i fronti, con ciascuna capitale che accusa l’altra di prendere di mira obiettivi non militari.
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