
Longevità, memoria e affetti: le nuove mappe della scienza della vita
Una variante del gene CGAS promette di allungare la vita in salute, ma la strada passa anche per l'educazione sentimentale e la resilienza cognitiva.
Una rara variante del gene CGAS, presentata al congresso della European Society of Human Genetics a Göteborg dai ricercatori dell’Università di Leida, sembra in grado di ritardare l’insorgenza di malattie croniche e ridurre l’infiammazione legata all’invecchiamento, trasmettendo una maggiore “healthspan” attraverso le generazioni. Lo studio su 212 famiglie longeve ha identificato 12 varianti in grado di modificare proteine chiave; quella di CGAS, in particolare, modulerebbe la risposta immunitaria senza compromettere le difese. Tuttavia, il demografo Saul Newman dell’Università di Oxford mette in guardia: molte delle età estreme registrate nelle cosiddette “zone blu” sono viziate da errori anagrafici e frodi previdenziali, e gli stessi orologi epigenetici sono tarati su documenti inaffidabili. La strada per una scienza solida della longevità, sostiene Newman, passa per metodi fisici come la datazione al radiocarbonio.
La resilienza cognitiva è l’altro pilastro. Nel subcontinente indiano, i ricercatori di Chicago guidati da Emily Rogalski studiano i “superager”, ottantenni con memoria da cinquantenni, scoprendo che la loro corteccia cingolata anteriore possiede fino a cinque volte più neuroni e che il loro cervello resiste all’accumulo di proteina tau, tipico dell’Alzheimer. Parallelamente, uno studio genetico dell’Università del Queensland su 160mila adulti britannici mostra che le preferenze alimentari – come l’amore per la cipolla – sono legate a varianti geniche del gusto e dell’olfatto e correlano con un minor rischio di ipertensione e diabete. In Australia, i dati confermano che gli uomini muoiono prima delle donne per quasi tutte le patologie non legate al sesso, un divario in parte biologico (l’ipotesi del “cromosoma X non protetto”) ma anche comportamentale.
In Italia, il dibattito si concentra sull’educazione affettiva. La lettera pubblica di una studentessa vittima di deepnude, letta davanti ai compagni e al ragazzo che aveva manipolato le sue foto con l’intelligenza artificiale, ha scosso il mondo scolastico. Lo psicoterapeuta Damiano Rizzi, presidente di Soleterre, ricorda che dal 1975 oltre trenta progetti di legge sull’educazione affettiva e sessuale si sono arenati per resistenze culturali e il peso del Vaticano. Eppure, un ragazzo su due tra i 14 e i 18 anni non ha mai parlato di sessualità a scuola, e l’87% dei genitori la vorrebbe obbligatoria. La capacità di dare un nome alla ferita e trasformarla in responsabilità, mostrata dalla ragazza, è esattamente ciò che un’educazione sentimentale dovrebbe costruire.
Le voci dall’Africa occidentale e dal mondo arabo ricordano che la dimensione emotiva è universale. Un editoriale ghanese sul “cuore spezzato” e uno sulla ragazza “troppo buona” raccontano come il dolore sentimentale possa insegnare a non accontentarsi e a valorizzare la propria sensibilità. Un articolo emiratino elenca i sei meccanismi del dimenticare, distinguendo le normali défaillance anagrafiche dai segnali di declino cognitivo. Il lutto, scrive un altro giornale ghanese, non ha una tabella di marcia: ci si può sentire sopraffatti, ma chiedere aiuto e prendersi cura di sé sono atti necessari. La longevità, insomma, non è solo una questione di geni e neuroni, ma di una società che sa educare al rispetto, all’ascolto e alla cura di sé. Il prossimo passo scientifico saranno gli studi in vivo sul killifish per verificare l’effetto della mutazione di CGAS; sul fronte sociale, la pressione per una legge italiana sull’educazione affettiva potrebbe trovare nuovo slancio dopo il caso della studentessa.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La mappa della scienza della vita si scrive con le storie personali di affetti feriti: cuori spezzati, lutti e la fatica di chi è 'troppo buono'. Sono narrazioni intime che trasformano la vulnerabilità in una bussola emotiva, offrendo promemoria pratici per attraversare il dolore.
Le nuove mappe della scienza della vita uniscono la scoperta di un gene che allunga la vita in salute alla necessità di educare all'affetto per disarmare la violenza. Il progresso scientifico e la trasformazione sociale si intrecciano: da un lato la variante CGAS contro le malattie croniche, dall'altro l'educazione sentimentale come antidoto alle aggressioni digitali.
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