
Lacrime e storia per la Giordania: l’Austria vince 3-1, ma Alwan firma il primo indimenticabile gol mondiale
A Santa Clara i Nashama cedono all’esperienza austriaca, ma la rete del pareggio temporaneo accende l’orgoglio di un debutto atteso da decenni.
L’esordio assoluto della Giordania ai Mondiali di calcio si è chiuso con una sconfitta per 3-1 contro l’Austria, ma il risultato non può cancellare la portata storica della notte californiana. Al Levi’s Stadium di Santa Clara, davanti a una comunità diasporica accorsa in massa, i «Nashama» (i coraggiosi) hanno vissuto emozioni contrastanti: il dispiacere per gli errori pagati a caro prezzo e l’orgoglio per il primo, splendido gol iridato firmato da Ali Alwan. La Giordania, decimo paese arabo a calcare la scena mondiale e primo a debuttare nell’edizione 2026 ospitata da Stati Uniti, Messico e Canada, ha mostrato un volto competitivo ma ancora acerbo, confermando le analisi che dalla regione mediorientale sottolineavano il gap di esperienza in appuntamenti di questa portata.
La cronaca del match, seguita con passione dai media arabi, racconta di un’Austria subito in vantaggio al 20’ con un tiro dalla distanza di Romano Schmid, capace di sorprendere la difesa giordana. La reazione dei ragazzi guidati dal tecnico marocchino Jamal Salami non si è fatta attendere: nella ripresa, al 50’, Ali Alwan ha raccolto un pallone dentro l’area e ha esploso una conclusione precisa che si è infilata nell’angolo, regalando il momentaneo 1-1 e facendo esplodere i tifosi giordani. Quel gol, il primo in assoluto della Giordania in una fase finale di Coppa del Mondo, ha rappresentato un riscatto parziale, ma la fragilità difensiva e la sfortuna hanno presto ribaltato la situazione. Al 76’ il difensore Yazan Abu Arab ha deviato goffamente nella propria porta un cross avversario, e in pieno recupero Marko Arnautović ha trasformato un rigore per il definitivo 3-1.
Secondo gli osservatori europei, l’Austria – tornata al Mondiale dopo ventotto anni di assenza – ha gestito la partita con la solidità tipica di una squadra abituata alle notti di Champions League, punendo ogni disattenzione. Dal punto di vista arabo, invece, si è insistito molto sul gesto dei giocatori giordani al fischio finale: anziché abbandonare subito il terreno, hanno raggiunto il settore dei propri sostenitori per un lungo applauso di ringraziamento e scuse, un’immagine che ha fatto il giro dei social network e che racconta il legame profondo tra la nazionale e la sua gente. La Giordania si ritrova così al terzo posto del Gruppo 10, a zero punti, mentre l’Austria insegue l’Argentina campione in carica, vittoriosa sull’Algeria nell’altra sfida.
Lo sguardo è ora già rivolto alla prossima partita, martedì contro l’Algeria, un altro debutto arabo in questo girone spietato. Per i Nashama sarà un vero e proprio spareggio: servono punti per alimentare la speranza di qualificazione, in un formato a 48 squadre che concede qualche margine anche alle terze classificate. L’analisi tattica suggerisce che Salami dovrà lavorare sulla concentrazione difensiva e sulla gestione emotiva, perché il talento di Alwan e la grinta collettiva visti a tratti contro l’Austria possono mettere in difficoltà chiunque. L’Italia, assente da questa rassegna, osserva con interesse l’allargamento della mappa calcistica: il primo gol giordano è anche un simbolo di come il gioco globale stia moltiplicando i propri protagonisti, rendendo ogni esordio una piccola epopea.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Un'altra squadra asiatica cade al Mondiale, con la Giordania che si arrende all'Austria 3-1. La cronaca registra la sconfitta come un episodio ordinario, senza dare risalto al gol storico.
L'esordio mondiale della Giordania si chiude con una sconfitta per 3-1 contro l'Austria, ma il primo storico gol di Ali Alwan suscita lacrime di orgoglio. I giocatori chiedono scusa ai tifosi con gesti carichi di emozione, mentre il mondo arabo si stringe attorno al loro coraggio.
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