
Il paradosso latinoamericano: calano gli omicidi, ma muta la violenza
Mentre Messico, Colombia e Brasile registrano riduzioni storiche degli assassinii, crescono estorsioni stradali, furti di autobus e una cronica sottoassicurazione che rende vulnerabili famiglie e piccole imprese.
Il volto della sicurezza in America Latina si fa più complesso. Da Città del Messico a San Paolo, i dati ufficiali del primo semestre 2026 mostrano un arretramento significativo degli omicidi dolosi, ma il sollievo è incrinato dalla metamorfosi di altre forme criminali. Nello Stato del Messico, il governo federale certifica un crollo del 58% in ventuno mesi – da 6,6 a 2,8 casi al giorno – e una flessione del 38,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. In Colombia, il dipartimento di Cundinamarca si presenta come l’unico a invertire la curva degli assassinii (-9,7%), accompagnato da un dimezzamento dei sequestri e da un azzeramento della pirateria terrestre. A Jacareí, nello Stato brasiliano di San Paolo, i tre omicidi registrati tra gennaio e maggio segnano il minimo da dieci anni.
Dietro queste cifre, le autorità locali descrivono un’architettura di coordinamento interistituzionale: le Mesas de Paz messicane, il Plan Candado colombiano, i centri operativi integrati brasiliani. Tecnologia e scambio di intelligence – droni, videosorveglianza, pattugliamenti congiunti – sono il lessico comune. Eppure, mentre la violenza letale si ritira, emergono fenomeni che ne erodono la percezione. L’associazione degli assicuratori messicani (AMIS) segnala un incremento tra il 5 e il 10% dei cosiddetti montachoques, estorsioni innescate da tamponamenti deliberati. I criminali scelgono veicoli senza polizza: secondo la AMIS, solo il 17% delle piccole e medie imprese messicane possiede una copertura assicurativa, e la vulnerabilità si estende ai privati.
Il paradosso assicurativo si intreccia con un’altra tendenza: il furto di autobus di linea è quasi triplicato in un anno, passando da 68 a 162 unità, spesso riutilizzate per altri reati. In compenso, il furto di auto assicurate tocca il minimo quinquennale (-16,2%), con una quota di episodi violenti scesa al 53%, sebbene a Sinaloa otto furti su dieci avvengano ancora sotto minaccia. La mappa del rischio si ridisegna: diminuiscono i colpi ai danni di commerci e abitazioni in Colombia, ma la criminalità informatica inizia a colpire anche le piccole imprese, come rilevato da fonti del settore assicurativo.
La fotografia complessiva restituisce un continente dove la riduzione della letalità non equivale a una pacificazione lineare. Le strategie di contenimento territoriale funzionano, ma la criminalità si adatta, spostandosi verso reati predatori meno esposti alla repressione penale. Le autorità di Città del Messico hanno già tipizzato i montachoques come estorsione, e il governo federale ha dispiegato la strategia BALAM sulle autostrade. Resta aperta la questione di fondo: se la protezione del patrimonio e del lavoro quotidiano – dalle polizze assicurative alla sicurezza stradale – saprà tenere il passo di una violenza che cambia pelle.
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