
Il film che Amazon ha spento: Guadagnino, Altman e l’ombra dei 50 miliardi
Dopo l’investimento record in OpenAI, Amazon MGM Studios ha ritirato la distribuzione del biopic già ultimato di Luca Guadagnino, gettando un’ombra sul confine tra arte e potere corporativo.
In una sala di proiezione riservata, Mike Hopkins, capo di Prime Video e Amazon MGM Studios, ha assistito alla versione di montaggio ancora grezza di «Artificial». Il film era praticamente finito: riprese concluse nell’autunno 2025, primi test screening già effettuati. Eppure, subito dopo la visione, Hopkins ha deciso di «staccare la spina», comunicando al regista Luca Guadagnino e ai produttori che Amazon non avrebbe distribuito la pellicola. Una decisione drastica, arrivata quando mancavano pochi mesi all’uscita prevista per la stagione dei premi 2026.\n\n«Artificial» racconta i cinque giorni convulsi del novembre 2023 in cui Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, fu licenziato dal consiglio di amministrazione e poi rapidamente reintegrato. Scritto dall’ex autore del Saturday Night Live Simon Rich, il film ha un cast stellare: Andrew Garfield nei panni di Altman, Yura Borisov in quelli del cofondatore Ilya Sutskever, Monica Barbaro come Mira Murati e Ike Barinholtz come Elon Musk. Secondo fonti che hanno visto le proiezioni di prova, il ritratto di Altman e Musk è tutt’altro che lusinghiero: i due personaggi suscitano «la minima simpatia» e il tono generale, già cupo nella sceneggiatura originale, si sarebbe fatto ancora più fosco nella versione finale. Per il regista italiano, autore di «Chiamami col tuo nome» e «Challengers», si tratta della terza collaborazione con Amazon MGM, un sodalizio che sembrava solido.\n\nLa rottura arriva in un momento di intensa convergenza tra Amazon e OpenAI. A febbraio 2025, il colosso fondato da Jeff Bezos ha annunciato un investimento di 50 miliardi di dollari nell’azienda di intelligenza artificiale, accompagnato da un’ampia partnership strategica che include l’uso di Amazon Web Services e lo sviluppo congiunto di modelli AI. Agli occhi di molti osservatori a Hollywood, la decisione di abbandonare un film così critico verso Altman appare come una mossa per non incrinare i nuovi legami d’affari. Non è un caso isolato: nello stesso periodo, Amazon ha prodotto e distribuito un documentario su Melania Trump con un investimento complessivo di 75 milioni di dollari, mentre Bezos e Altman corteggiano apertamente l’amministrazione Trump. In questo clima, registi e sceneggiatori temono che altri progetti scomodi possano finire accantonati – non a caso, secondo la stampa statunitense, i legali di Sony avrebbero già messo in guardia il team del prossimo film di Aaron Sorkin su Mark Zuckerberg con un laconico «fate attenzione».\n\nPer il pubblico italiano, la vicenda ha un sapore particolare. Guadagnino è uno dei cineasti più celebrati del nostro cinema contemporaneo, capace di portare uno sguardo europeo e sofisticato dentro le logiche dell’industria americana. «Artificial», girato tra San Francisco e l’Italia, era atteso come un’opera che, sulla scia de «The Social Network», avrebbe squarciato il velo sulle mitologie della Silicon Valley. Ora il film, già montato e pronto, è orfano di distributore. Amazon ha dichiarato di nutrire «il massimo rispetto e ammirazione» per Guadagnino e di stare collaborando per trovare una nuova casa al progetto. Ma il gesto lascia intravedere una tensione crescente: quando il cinema indaga i nuovi padroni del tech, rischia di scontrarsi con gli stessi capitali che ne finanziano l’esistenza.\n\nResta l’immagine di una pellicola finita, chiusa in una bobina digitale, in attesa di uno schermo. Un film che esiste ma che nessuno, per ora, può vedere. Mentre Altman e Bezos consolidano la loro alleanza nell’intelligenza artificiale, il racconto critico di quella stessa storia cerca una via d’uscita dal paradosso di un’arte che voleva essere specchio del potere e si è ritrovata spenta da una mano amica.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Amazon ha ritirato il film su Sam Altman dopo aver investito 50 miliardi in OpenAI, sollevando dubbi su un possibile conflitto di interessi. La decisione arriva a riprese quasi ultimate e con un cast di alto profilo, alimentando sospetti su pressioni commerciali.
Amazon ha deciso di non distribuire più il film su Sam Altman diretto da Luca Guadagnino, dopo aver rafforzato la collaborazione con OpenAI. La pellicola, già completata, sarà proposta ad altri distributori.
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