
Brasile, la crescita si affida ai consumi ma mostra segni di cedimento; banche centrali in allerta
Mentre l'economia brasiliana avanza dello 0,7% a maggio, industria e investimenti rallentano e le attese d'inflazione restano sopra il tetto, da Mosca a Giacarta le autorità monetarie ricalibrano le strategie.
L’economia brasiliana è cresciuta dello 0,7% a maggio rispetto ad aprile, trainata dai consumi delle famiglie e dal settore dei servizi, ma la composizione dell’espansione rivela crepe sempre più visibili. Secondo il Monitor del Pil della Fundação Getulio Vargas, l’industria è rimasta ferma, gli investimenti e le esportazioni hanno perso slancio, e la ripresa dell’agropecuaria arriva dopo una serie di contrazioni. Il dato mensile positivo si accompagna così a un chiaro segnale di moderazione, mentre il tasso di cambio si mantiene stabile attorno a 5,20 reais per dollaro e il mercato prevede una sola ulteriore riduzione del Selic entro fine anno, al 14 per cento.
Il bollettino Focus della banca centrale brasiliana mostra che le attese di inflazione per il 2026 sono scese per la terza settimana consecutiva, al 5,15 per cento, restando però ben oltre il tetto del 4,5 per cento fissato dal Consiglio monetario nazionale. A destare allarme è il salto anomalo delle proiezioni per il 2028, passate in una sola settimana dal 3,70 al 3,78 per cento: un movimento che, secondo gli analisti di San Paolo, segnala rischi di disancoraggio delle aspettative e riduce i margini di manovra del Copom, atteso a riunirsi il 4 e 5 agosto.
Lo scenario brasiliano si inserisce in un quadro globale in cui diverse banche centrali dei mercati emergenti sono costrette a ricalibrare le proprie strategie. A Mosca, la banca centrale russa si appresta a rivedere al rialzo le stime d’inflazione fino al 7-7,5 per cento a causa dei rincari dei carburanti, e secondo la maggioranza degli analisti manterrà il tasso invariato al 14,25 per cento nella riunione del 24 luglio, con pochi istituti che non escludono un taglio. A Giacarta, invece, gli economisti si attendono un rialzo di 25 punti base del tasso di riferimento, portandolo al 6 per cento già nella riunione del 21-22 luglio, per difendere la rupia e contenere le pressioni inflazionistiche che si riverserebbero sui mutui ipotecari.
In Egitto, l’economia ha mostrato una resilienza superiore alle attese, con una crescita stimata al 4,8 per cento nell’anno fiscale chiuso a giugno, sostenuta dal recupero delle rimesse degli emigrati e dei proventi del Canale di Suez. Le riserve valutarie hanno raggiunto i 55 miliardi di dollari e l’accordo con il Fondo monetario internazionale procede. Tuttavia, le previsioni d’inflazione raccolte al Cairo sono state riviste al rialzo al 13,5 per cento per il 2026-2027, e il percorso di riduzione dei tassi appare più lento di quanto ipotizzato in primavera.
Il prossimo banco di prova sarà la sequenza di decisioni monetarie in Indonesia, Russia e Brasile tra fine luglio e inizio agosto. I mercati guarderanno in particolare alla comunicazione delle banche centrali per capire se il rallentamento dell’industria e degli investimenti verrà letto come un fattore che consente di allentare la presa, o se il timore di un’inflazione persistente spingerà a mantenere un orientamento restrittivo più a lungo di quanto scontato nei prezzi correnti.
| Stampa latinoamericana | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.50 | critical |
| Stampa del Golfo arabo | −0.20 | neutral |
Il mercato riduce la proiezione dell'inflazione, segnalando fiducia nella politica monetaria, ma ancora sopra l'obiettivo.
Citando ripetutamente il rapporto Focus e la natura tecnica dell'aggiustamento, la narrazione presenta la riduzione come una correzione naturale del mercato piuttosto che un successo politico.
La Russia si prepara al peggioramento del quadro inflazionistico: la banca centrale alzerà le previsioni e i prezzi sono già in aumento.
Enfatizzando l'accelerazione dell'inflazione e il consenso tra gli analisti, la narrazione crea un senso di inevitabilità e urgenza.
L'economia egiziana mostra resilienza di fronte alla guerra in Medio Oriente, ma l'inflazione rimane una preoccupazione.
Citando un sondaggio Reuters e presentando una visione equilibrata di crescita e inflazione, la narrazione si posiziona come obiettiva e basata sui dati.
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