
Arrestato 'El Diablo', il narcos più ricercato della Costa Rica
Alejandro Arias Monge, latitante da un decennio e con una taglia da 500mila dollari, è stato preso in un'operazione in cui è rimasto ucciso un altro boss e diversi agenti sono stati feriti.
Venerdì mattina, le forze di sicurezza costaricane hanno arrestato Alejandro Arias Monge, noto come «El Diablo», il latitante più ricercato del Paese centroamericano. L'operazione, condotta in una proprietà rurale a Río Frío, nella provincia di Heredia, a circa 90 chilometri a nord-est di San José, ha messo fine a una fuga durata quasi dieci anni.
Durante il blitz, le autorità hanno fatto irruzione in un casolare dove era in corso un incontro tra capi di organizzazioni criminali. Ne è nato un prolungato conflitto a fuoco: secondo i procuratori, sono stati esplosi circa 2.500 colpi d'arma da fuoco. Un'altra figura di vertice del narcotraffico, Roney Ríos (anche noto come Ríos Oconitrillo o «Coco Guácimo»), è stata uccisa, mentre un terzo sospetto, Jonathan Pérez Méndez detto «Tan», è stato arrestato. Le fonti ufficiali divergono sul numero di agenti feriti: si parla di cinque, sei o otto poliziotti coinvolti, uno dei quali in condizioni gravi. Sul luogo sono stati sequestrati fucili d'assalto, pistole e droni utilizzati per il monitoraggio dell'area.
Arias Monge, quarantunenne, era ricercato sia dalla giustizia costaricana – per accuse che includono traffico di droga, omicidio aggravato, rapina e riciclaggio – sia dagli Stati Uniti, dove la Drug Enforcement Administration (DEA) lo considera a capo di un'organizzazione criminale transnazionale. Washington aveva offerto una ricompensa di 500.000 dollari per informazioni utili alla cattura e ha già avanzato una richiesta di estradizione: secondo gli investigatori americani, il gruppo gestiva il trasporto di cocaina dalla Colombia verso gli Stati Uniti, transitando per Nicaragua, Honduras e Guatemala.
La latitanza di «El Diablo» risaliva al 2016 e le autorità sospettano che per un periodo si fosse rifugiato oltre il confine nicaraguense. La sua cattura giunge in un contesto di aggravamento della violenza legata al narcotraffico in Costa Rica, un Paese a lungo considerato il più sicuro dell'America centrale. Nel 2025 il tasso di omicidi ha raggiunto quota 16,8 ogni 100.000 abitanti, segnale di un'erosione della tradizionale stabilità interna.
L'inchiesta prosegue per accertare l'intera rete di complicità e per valutare il trasferimento di Arias Monge negli Stati Uniti. Al momento, il narcotrafficante è in attesa di processo in Costa Rica, dove deve rispondere di molteplici capi d'imputazione. L'operazione è stata accolta con favore dall'ambasciata statunitense a San José, che ha elogiato la collaborazione tra i due Paesi.
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