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Dirittovenerdì 12 giugno 2026

Washington blocca l’accesso globale ai modelli IA più avanzati di Anthropic

Su ordine del governo Trump, Anthropic ha disattivato per tutti i suoi modelli di intelligenza artificiale più potenti, citando rischi di sicurezza nazionale e divieti per i cittadini stranieri.

Venerdì sera, con una mossa senza precedenti, l’amministrazione Trump ha ordinato ad Anthropic di sospendere l’accesso ai suoi due modelli di intelligenza artificiale più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, per qualsiasi cittadino straniero, dentro e fuori gli Stati Uniti, inclusi i dipendenti non americani dell’azienda stessa. La direttiva, firmata dal segretario al Commercio Howard Lutnick e basata sulle normative per il controllo delle esportazioni, è arrivata alle 17:21 ora di Washington, appena tre giorni dopo il lancio commerciale di Fable 5. Incapace di filtrare l’utenza per nazionalità, Anthropic ha spento i due modelli per tutti i clienti nel mondo, lasciando sull’interfaccia di Claude l’avviso «Claude Fable 5 is currently unavailable».

La Casa Bianca non ha fornito dettagli precisi sulle minacce alla sicurezza nazionale, ma secondo fonti vicine al dossier la preoccupazione nascerebbe da un “jailbreak” – una tecnica di elusione delle protezioni – messo a punto da ricercatori di Amazon, che avrebbe permesso al modello di individuare alcune vulnerabilità software già note. Anthropic contesta la decisione, sostenendo che le falle scoperte erano marginali e che il modello era stato testato insieme alle autorità federali prima del rilascio. La vicenda si inserisce in uno scontro più ampio: l’azienda, in procinto di quotarsi a Wall Street, è già in causa con l’amministrazione Trump per un precedente ordine che impediva alle agenzie governative di usare i suoi strumenti.

La reazione internazionale è stata immediata. In Francia, figure politiche distanti come Jordan Bardella e Jean-Luc Mélenchon hanno parlato di «guerra dell’IA», vedendo nella mossa americana un campanello d’allarme sulla dipendenza tecnologica europea. Da Nuova Delhi, l’ex amministratore delegato di Zoho Sridhar Vembu ha rilanciato l’appello a un’autonomia tecnologica indiana, mentre analisti di Pechino leggono l’episodio come l’ennesima conferma della volontà statunitense di usare l’IA come leva geopolitica. In Italia e nel resto d’Europa, il provvedimento riaccende il dibattito sulla sovranità digitale: se Washington può spegnere a distanza modelli già adottati da aziende e sviluppatori, l’urgenza di un’infrastruttura europea indipendente diventa concreta.

La decisione segna un salto di qualità nella regolamentazione americana dell’intelligenza artificiale. Finora le restrizioni all’export avevano colpito i chip e le attrezzature per l’addestramento dei modelli; ora il governo interviene direttamente sul software, trattando gli algoritmi più capaci alla stregua di tecnologie militari. Mythos 5, in particolare, era stato presentato come un “hacker automatizzato” in grado di superare specialisti umani nell’individuazione di falle nei sistemi informatici, e aveva già allarmato banche e autorità di vigilanza in tutto il mondo.

Che cosa accadrà ora resta incerto. Anthropic ha promesso aggiornamenti nelle prossime ore, ma il precedente rischia di ridefinire i confini della collaborazione scientifica globale. Se ogni avanzamento nell’IA di frontiera potrà essere revocato per decreto, l’intero ecosistema dell’innovazione – dalle startup europee ai laboratori asiatici – dovrà ripensare le proprie catene di dipendenza tecnologica. Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, l’episodio suona come un ultimatum: senza un’alternativa credibile ai modelli americani, la promessa dell’intelligenza artificiale rischia di trasformarsi in una nuova forma di subordinazione strategica.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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A tre giorni dal lancio, gli Stati Uniti hanno ordinato ad Anthropic di sospendere l'accesso ai suoi due modelli di IA più potenti per tutti i cittadini stranieri, compresi i dipendenti esteri dell'azienda, adducendo vaghe ragioni di sicurezza nazionale. Impossibilitata a filtrare gli utenti per nazionalità, l'impresa ha dovuto disattivare i modelli a livello globale, manifestando il proprio dissenso su una direttiva giudicata sproporzionata e basata su timori di jailbreak non verificati. L'episodio viene letto come un'escalation improvvisa dei controlli alle esportazioni che rischia di frammentare il panorama globale dell'intelligenza artificiale.

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L'amministrazione Trump ha imposto ad Anthropic di bloccare l'accesso ai suoi modelli di IA più nuovi per tutti gli stranieri, estendendo al settore dell'intelligenza artificiale le politiche discriminatorie di Washington. Il provvedimento, che colpisce persino i dipendenti stranieri all'interno degli Stati Uniti, priva le nazioni del diritto di accedere alle tecnologie di punta con il pretesto della sicurezza nazionale. È l'ennesima prova dell'egemonia tecnologica americana, che mira a monopolizzare lo sviluppo dell'IA e a escludere il resto del mondo.

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