
Addio a Gene Shalit, il critico dai baffi iconici che per quarant'anni raccontò il cinema all'America
Scomparso a cent'anni, Shalit ha segnato un'epoca della critica televisiva con il suo stile inconfondibile e le recensioni animate, diventando un volto familiare per milioni di spettatori.
Si è spento serenamente, a cent'anni compiuti, Gene Shalit, il critico cinematografico che per quattro decenni ha rappresentato il volto più riconoscibile del giornalismo culturale televisivo americano. La famiglia ne ha dato l'annuncio nella giornata di venerdì, senza specificare le cause del decesso, consegnando ai media una frase che racchiude l'essenza del suo percorso: «Se n'è andato in pace dopo cent'anni di una vita straordinaria». Shalit era entrato nelle case degli Stati Uniti fin dal 1970 come collaboratore part-time del programma mattutino 'Today' sulla NBC, per poi diventarne critico a tempo pieno nel 1973 e accompagnare generazioni di spettatori fino al 2010, quando la sua rubrica 'Critic's Corner' andò in onda per l'ultima volta. Il suo marchio di fabbrica – i folti baffi a manubrio, gli occhiali dalle montature vistose, i papillon a pois e una chioma ribelle – lo rese immediatamente riconoscibile in un panorama televisivo già affollato di personalità eccentriche.
Il segreto della sua popolarità, tuttavia, andava ben oltre l'aspetto esteriore. Shalit costruiva le sue recensioni come piccole performance verbali, infarcite di giochi di parole, freddure e un umorismo che poteva far storcere il naso ai puristi ma conquistava il pubblico generalista. Nei primi mesi di quest'anno, in occasione del suo centesimo compleanno, la NBC aveva riproposto una selezione delle sue interviste più memorabili – da Carol Channing a Liza Minnelli fino a Steven Spielberg – mostrando a una nuova platea la sua straordinaria capacità di mettere a proprio agio gli intervistati, inducendoli a confidenze inattese. Era una dote che i conduttori dello show gli hanno sempre riconosciuto, descrivendolo come un giornalista capace di trasformare ogni incontro in una conversazione intima, lontana dai formalismi del tappeto rosso.
La notizia della scomparsa ha varcato rapidamente i confini statunitensi, trovando spazio anche nei media iraniani, che hanno sottolineato la verve umoristica con cui Shalit smontava e rimontava i blockbuster estivi e i film da premio. Eppure, sarebbe fuorviante cercare un equivalente diretto della sua figura nel panorama europeo. Negli Stati Uniti la critica televisiva è stata a lungo un genere autonomo, capace di influenzare gli incassi del weekend, mentre in Italia e nel resto del continente la recensione è rimasta più saldamente ancorata alla carta stampata e, più tardi, alle riviste specializzate: tradizioni che hanno prodotto firme autorevoli ma raramente delle star catodiche. Shalit incarnava, in questo senso, una specificità tutta americana, quella di un critico-pop che poteva essere citato negli spot promozionali e insieme diventare un'affezionata presenza domestica.
La sua scomparsa giunge in un momento in cui il ruolo del critico televisivo tradizionale appare definitivamente tramontato. Già quando Shalit si ritirò nel 2010, il panorama stava mutando rapidamente: le grandi reti riducevano gli spazi dedicati alla cultura, mentre aggregatori come Rotten Tomatoes e il verdetto istantaneo dei social media cominciavano a erodere l'autorevolezza del singolo recensore. Resta, a un decennio e mezzo di distanza, l'eredità di uno stile che ha saputo coniugare competenza e leggerezza, insegnando a milioni di spettatori che parlare di cinema poteva essere, prima di tutto, un piacere. Un lascito che, in un'epoca di recensioni ridotte a percentuali e stelline, assume il contorno di un commiato definitivo da un intero modo di intendere la divulgazione culturale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 2 lingue
Gene Shalit, l'iconico critico cinematografico dai baffi folti e giochi di parole, è morto a 100 anni dopo decenni al Today della NBC. Il suo estro linguistico e il look inconfondibile lo hanno reso un volto amato, portando calore e arguzia nelle mattine americane. La sua scomparsa chiude un'epoca della critica televisiva.
Il popolare critico cinematografico e comico americano dai folti baffi e dall'umorismo pungente è morto a 100 anni. Era noto per le sue recensioni energiche e le interviste nel programma Today. La famiglia ha dichiarato che si è spento serenamente.
Articoli correlati
Brasile, tripudio e sgomento: Raphinha si infortuna, incubo lesione al Mondiale
5 lingue · 16 testate
SportReal Madrid frena su Olise: «Nessun contatto». Il Bayern blinda il gioiello
7 lingue · 11 testate
Geopolitica e PoliticaVance vola in Svizzera: negoziati Iran-Usa tra nucleare, Libano e minacce a Hormuz
5 lingue · 14 testate